ITALIA, GIOCO D’AZZARDO PDF Stampa E-mail
Sabato 03 Agosto 2019 05:33

 

ITALIA, GIOCO D’AZZARDO.

Andar vitello e tornare bue

Mi pare, e certamente non sono da solo a pensarla così che, circa il contrasto all’azzardo, la comparazione a questa frase sia proprio attuale: “andar vitello e tornare bue”.

In questi giorni, oltre a dover fare i conti con le falle che interessano il divieto assoluto di pubblicità al gioco e che nel merito non contrasteranno l’impedimento che era stato enunciato e a cui si guardava con immensa soddisfazione, si apprendono dati sconcertanti in materia di riciclaggio di denaro sporco anche attraverso i canali dell’azzardo. L’Unione Europea, a mezzo stampa, dichiara che:

Oltre 200 miliardi euro all’anno. Sarebbe questo il giro d’affari legato al riciclaggio di denaro sporco in Europa secondo la Commissione Ue, che ha esaminato le norme e le prassi esistenti per identificare le principali carenze e contrastare i flussi illegali evidenziati dalle stime di Europol. Secondo la revisione l’esecutivo dell’UE ha valutato 10 casi noti di riciclaggio di denaro sporco presso le banche, segnalati principalmente tra il 2012 e il 2018. I casi di studio includevano istituti di credito che sono stati al centro di grandi scandali come Danske Bank, la più grande banca danese, che ha ammesso di aver gestito numerose transazioni sospette tra il 2007 e 2015. Problemi di riciclaggio di denaro anche per le banche ABLV della Lettonia, Pilatus Bank di Malta e FBME Bank di Cipro. Bruxelles ha concluso che le banche spesso non rispettavano i requisiti antiriciclaggio, mentre i controlli non sono stati in grado di impedire che ciò avvenisse. “Queste carenze indicano problemi strutturali in sospeso nell’attuazione delle norme dell’UE”, ha affermato la Commissione. La Commissione ha anche aggiunto che tra i settori a maggior rischio riciclaggio di denaro vi è il calcio professionistico, oltre alle aree tradizionalmente rischiose come i money transfer e il gioco d’azzardo. In particolare, la mancanza di trasparenza del calcio professionistico ha creato “un terreno fertile per l’uso di risorse illegali”.

Le previsioni di un riordino robusto del Settore anche a livello italiano, dunque, tardano ad arrivare. Alcune delle quali pure relativamente semplici (e certamente efficaci) da adottare come quella dell’accesso ad ogni e qualunque tipologia di gioco mediante l’utilizzo della Tessera Sanitaria/codice fiscale. Per mezzo di questa azione si contrasterebbero seriamente due delle pratiche marcatamente diffuse: 1) l’accesso dei minori al gioco 2) attraverso il sistema dell’Anagrafe tributaria si potrebbero individuare “flussi di denaro” sospetti impegnati nelle scommesse di qualunque tipologia esse siano.

Per adesso restiamo di conseguenza al palo: tante le parole date, pochi i risultati conseguiti.

 

 

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