MAFIE E GIOCO D’AZZARDO PDF Stampa E-mail
Lunedì 22 Luglio 2019 08:29

 

MAFIE E GIOCO D’AZZARDO

E’ Codice rosso

Gli ultimi dati diffusi dalla D.I.A confermano la pervasività delle consorterie mafiose nel comparto del gioco d’azzardo.

Nei documenti, tra le altre cose, si legge:

"Al pari della 'ndrangheta, Cosa nostra e la camorra proiettano i loro interessi verso settori ad alta redditività, come quello dei giochi e delle scommesse illegali. La Direzione esamina anche l'interesse che la camorra nutre per il settore dei giochi, ricordando per esempio il sequestro da parte della Guardia di Finanza, nell'ottobre 2018, di beni appartenenti a un imprenditore appartenente al clan dei Casalesi che imponeva l'installazione dei videopoker all'interno di locali commerciali della provincia di Caserta, per poi riversare parte dei proventi conseguiti nelle casse dell'organizzazione criminale. A ciò si aggiunga come la 'disseminazione' delle apparecchiature sul territorio concorra alla creazione di una rete di controllo, funzionale anche alle attività estorsive e all'usura, creando così un circuito perverso che dall'alta tecnologia porta comunque le mafie al controllo pervicace dei territori e quindi alle attività illegali più tradizionali".

Di conseguenza aumentano anche le segnalazioni pervenute all’U.I.F l'Unità di informazione finanziaria di Bankitalia da parte degli operatori di gioco infatti, come si evince dai dati, nel primo semestre del 2019 la Uif ha ricevuto 51.201 segnalazioni di operazioni sospette (SOS), con un aumento del 3,8 percento rispetto al periodo corrispondente del precedente anno. Le operazioni segnalate hanno superato i 47 miliardi di euro (oltre 44 miliardi quelle effettivamente eseguite), contro i circa 45 miliardi nel primo semestre del 2018.

Che per certi versi l’Italia sia un Paese “malato” è oramai un fatto purtroppo consolidato, un assioma: oltre 100 miliardi all’anno di evasione fiscale; la necessità di avere organismi di controllo e di indagine come ANAC, DIA, DDA, COMMISSIONE ANTIMAFIA etc. la cui opera si traduce sostanzialmente nel reprimere il malaffare dilagante, rappresenta certamente una involuzione sociale, istituzionale e culturale deplorevole.

Dobbiamo reagire, indignarci, ribellarci: non può finire così. Lo dobbiamo ai nostri figli.

 

 

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