CONSUMO DI PLASTICA, NECESSARIO INVERTIRE LA ROTTA PDF Stampa E-mail
Martedì 21 Agosto 2018 06:54

 

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In base ai dati forniti dagli ultimi studi circa l’inquinamento prodotto dai rifiuti di materiale plastico di mari ed oceani, secondo cui ogni anno otto milioni di tonnellate di plastica sostano indisturbati nei fondali degli oceani; gli oceani infatti contengono oltre 165 milioni di tonnellate di plastica.

 

Dal 1964 a oggi, ad esempio, la produzione di plastica nel mondo è aumentata di ben venti volte, ed entro il 2050, se non vi sarà un’inversione di tendenza, quadruplicherà, con evidenti ed ulteriori danni per gli ecosistemi marini e naturali.

Secondo quanto rilevato dal report di “Goletta verde” (Legambiente) la nostra Penisola ha dei punti inquinati ogni 54 chilometri di costa e su 265 campioni di acqua analizzati, ben il 52% contiene un elevato tasso di batteri e che l’88% di queste aree risulta essere in corrispondenza di foci dei fiumi, fossi, canali o scarichi presenti lungo la costa. Nel merito, purtroppo, tutte le Regioni costiere hanno inoltre almeno una zona particolarmente inquinata, ma in alcune la situazione è significativamente rilevante: almeno cinque punti campionati, risultano inquinati ormai da anni (Marche, Liguria, Lazio, Campania e Calabria)

Si rende urgente ed irreversibile, quindi, un cambio di rotta circa l’utilizzo di materie plastiche, anche attraverso una marcata contrazione dell’uso dei blasonati  prodotti usa e getta. Ecco quindi che siamo di fronte ad un bivio: o si cambia o si muore. Una priorità dell’agenda politica da non procrastinare e che può certamente muovere passi importanti per mezzo di scelte di sostenibilità ambientale, ovvero per mezzo di investimenti indirizzati all’attuazione di criteri di premialità quali (sgravi fiscali, contributi, diminuzione della tassazione locale sui rifiuti ecc.) nei confronti delle attività commerciali come pure della grande distribuzione che investiranno nel dispaccio e nella vendita vendita di prodotti di largo consumo (prodotti per la cura della persona, bibite, acque ecc.) mediante “mescita in loco” degli stessi, con l’obiettivo finale di diminuire in maniera sensibile l’uso di materiale plastico.

 

Ravviso la necessità di perseguire questo obiettivo portandolo all’attenzione della politica del territorio in tempi brevissimi.

 

 

Filippo Torrigiani

 

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