PD: 2 cose di sinistra, da fare subito PDF Stampa E-mail
Martedì 31 Gennaio 2017 18:56
PD: 2 cose di sinistra, da fare subito
Intanto: un Partito nato e pensato per governare, e che da sempre si è impegnato nel chiedere la fiducia alla società e quindi al corpo elettorale, ha la responsabilità di scegliere cosa fare, e sopratutto da "quale parte stare". Il termine "tergiversare" non è più consentito. Il tessuto sociale del Paese ha bisogno di capire e di scegliere. Non servono "prove di forza "muscolari"; dopo i perseveranti insuccessi elettorali, avremmo dovuto tutti prenderne atto e quantomeno esserne redarguiti. E invece, no: continuano i distinguo tra - noi e voi - come se, niente fosse accaduto.
Con ogni evidenza, non sono state sufficienti le sconfitte che abbiamo conseguito a farci ripensare l'agire. Né tantomeno le attenzioni mancate, più o meno consapevoli, rispetto a buona parte del sistema sociale ed anche produttivo, sono state capaci di farci riflettere. Oggi, volenti o meno, siamo di fronte ad una "decadenza politica" che mai, sicuramente, avremmo immaginato. Buona parte del PD, Partito e quindi impronta politica - per cui tanti compagni si sono impegnati in questi anni - sta purtroppo scrivendo una delle pagine più grige del nostro fare. Servirebbe, invero, la pazienza di un frate certosino per ricucire lo strappo, talvolta meschino, che si va purtroppo delineando.
Servono quindi, senza proroghe temporali, 2 cose di sinistra:
1) un tempo di riflessione per capire dove andare. Un confronto schietto e sincero, parte integrante della (nostra) "vocazione", sopratutto per quanto riguarda la IMPRESCINDIBILE RIFORMA DEL SISTEMA ELETTORALE DELLE CAMERE. Non si può e non si deve andare al voto con un sistema elettivo che, per come è strutturato, consegnerebbe ai cittadini una nuova ingovernabilità. L'auspicio è che il Gruppo dirigente del PD, ne sia almeno consapevole, e nondimeno conseguentemente responsabile;
2) nessuna incomprensibile, né "azzardata" rincorsa alla" misera e miserabile conta" dei voti, degli iscritti al PD, degli "opportunisti", o dei "compagni ed amici di comodo";
Se qualcuno teme, o peggio ancora declina queste tappe - moralmente e politicamente obbligate - vengono meno i valori che eticamente ci uniscono. O che almeno abbiamo pensato esistere. Nessuno si può sottrarre a questo appuntamento, ovvero alla sorte del confronto: il confronto è vita, è linfa per una partito che si professa di sinistra: è, in realtà, struttura morale insindacabile.

E allora, servono capacità di critica, di analisi, di riflessione. Una politica del fare, e mai più di una politica di asservito servilismo - come anche localmente spesso accade - e che sovente ha abdicato valori ,sogni ed appartenenza, a favore di abietti e personali fini carrieristici. Il rischio vero, e non presunto, si configura nella consegna a mani basse del Paese, ai pericolosi populismi di destra.

Filippo Torrigiani

 

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