GIOCO D’AZZARDO: Penetrazioni mafiose sempre presenti nel Comparto PDF Stampa E-mail
Martedì 25 Ottobre 2016 09:01

GIOCO D’AZZARDO: Penetrazioni mafiose sempre presenti nel Comparto

Dalle pagine di Affari & Finanza, inserto economico di Repubblica, il Direttore di Agimeg,  stante la discussione in materia di riordino dei giochi, ha dichiarato che “proprio ora che il settore è stato sostanzialmente strappato dalle mani della criminalità, si discuta in modo tanto violento da far presagire un possibile ritorno a quelle stagioni”.

Con ogni evidenza, il Direttore, trascura di riflettere sui dati relativi alla penetrazione malavitosa nel Comparto dell’azzardo, forniti dalle Autorità competenti, e che purtroppo sono in continua ascesa.

Giova al riguardo ricordare che, ad esempio, i giochi e le scommesse sono al centro della ricerca dell’Unità di Informazione Finanziaria (Uif) della Banca d’Italia in tema di antiriciclaggio. Lo scorso anno si sono registrate 1.466 segnalazioni da parte di professionisti e operatori non finanziari (il 91,7% del totale degli operatori non finanziari), con un incremento del 39,2% rispetto ai 1.053 del 2014. E ancora: Nel solo corso del 2015, sono stati effettuati dalle autorità 47.468 controlli. Nel merito, per ciò che concerne gli apparecchi da intrattenimento, le verifiche hanno consentito di accertare, sotto il profilo amministrativo,1.443 violazioni, cui hanno fatto seguito sanzioni per un totale di 16.570.000 euro, unitamente alla rilevazione sotto il profilo penale 642 violazioni di carattere penale mediante anche attività sequestro di esercizi ed apparecchi. Sempre attraverso l’azione di contrasto all’illegalità anche online, lo scorso anno sono stati complessivamente eseguiti 5.765 interventi, che hanno palesato 1.750 violazioni alla normativa vigente; ciò ha permesso di porre, sotto sequestro, 576 apparecchi e congegni da divertimento e intrattenimento irregolari.

D’altro canto, come evidenziato anche nel Documento prodotto dalla Commissione Parlamentare Antimafia, urge un rafforzamento delle misure antiriciclaggio attraverso la tracciabilità completa delle giocate e delle vincite, unitamente ad un rafforzamento dei controlli amministrativi e di polizia sui vari punti di gioco, presupposto indispensabile per uno sviluppo corretto di un settore ad alto rischio di infiltrazione mafiosa qual è quello del gioco d’azzardo; il nuovo sistema distributivo del gioco lecito si deve fondare su un armonico equilibrio di dimensionamento generale dell’offerta totale di gioco e su una distribuzione sul territorio dei punti vendita di gioco sostenibile sotto il profilo dell’impatto sociale e dei controlli che possono in concreto essere assicurati dalle autorità a ciò preposte. E’ quindi necessario ed improrogabile lanciare un nuovo modello di governance della vigilanza nel settore dei giochi e delle scommesse improntato ad efficacia ed efficienza.

La realtà dei fatti, ci chiarisce che maggiore è “l’offerta del gioco legale”, più semplice è per i Clan malavitosi trarre profitti attraverso pratiche di usura, riciclaggio ed estorsione. Per comprendere a fondo la portata del fenomeno, è sufficiente leggere quanto evidenziato nel rapporto trasmesso al Parlamento italiano dalla  D.I.A, e relativo all’attività criminale consumata nel solo 2° semestre 2014 (vedi pagg. 52,67,98, 99,123,127,131,135,141,147,179,226,227,251,279).

Ricordo in ultimo che anche magistrati impegnati nella lotta al crimine organizzato quali i dottori De Raho e Di Palma, si sono espressi pubblicamente, in più di un’occasione, sostenendo che: << quello del gioco d’azzardo, assieme al traffico di sostanze stupefacenti, oggi appare l’affare più lucroso col quale rimpinguare le casse delle cosche. Attraverso l’azzardo la ‘ndrangheta afferma e consolida il proprio stile parassitario che le consente, in definitiva, di trarne enormi guadagni ,operando in una trama complicatissima nella quale talvolta legalità ed illegalità si confondono”>>.

Così, tanto per essere chiari.

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