Legge di Stabilità e azzardo PDF Stampa E-mail
Sabato 21 Novembre 2015 10:57

Legge di Stabilità e azzardo

Dopo che il Governo ha lasciato decadere la possibilità, attraverso la Delega fiscale, di attuare politiche indirizzate a contrastare le degenerazioni prodotte dall'offerta smisurata dell'azzardo, l'auspicio era quello che, nella Legge di Stabilità, che ieri attraverso la fiducia il Senato ha votato, nel Testo vi fossero contenute azioni finalizzate ad arginare il fenomeno, e invece niente di tutto ciò è accaduto.

 

 

Premessa

L’art.48 della Legge di Stabilità, reca alcune disposizioni in materia di gioco d’azzardo.
I punti più evidenti riguardano la scadenza/proroga?/messa a gara delle concessioni che, in un arco temporale differente, giungono a termine, nonché l’aumento della tassazione di una parte del Comparto, riconducibile solo e soltanto al settore dell’automatico da intrattenimento con vincita in denaro.  La Legge prevede che, le nuove concessioni, abbiano una durata di anni 9 (nove). Nel Testo, si menziona, in più passaggi, la necessità preminente e indi l’obiettivo di “ garantire le entrate erariali, nonché la tutela dei giocatori e della fede pubblica, attraverso azioni che consentano il contrasto al gioco illegale”.
Considerazioni
1)    L’aumento del PREU sugli apparecchi, appare in prima analisi ingiustificato: le NewSlot (AWP in gergo tecnico) sono attualmente tassate al 13%, mentre le VLT apparecchi di nuova generazione in cui, oltre alle monete, si possono inserire banconote, hanno attualmente una tassazione pari al 5%; è volontà dichiarata, come riportato in calce al documento di Stabilità, quella di incrementare la tassazione su detti dispositivi, passando così ad una tassazione del 15% per le NewSlot e del 5,5% relativamente alle VLT. Tutto ciò appare per certi versi incomprensibile, fino a quando, tuttavia, si apprende che, come riportato nel comma 8. della Relazione accompagnatoria (testuale citazione): “Tutte le concessioni per le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi anche ippici e non sportivi, verranno a scadenza il 30 giugno 2016. I principi comunitari, sanciti anche dalla giurisprudenza nel corso degli anni, prevedono l'indizione di procedure di selezione aperte e competitive, senza barriere all'ingresso per gli aspiranti aggiudicatari. In tal senso la norma rispecchia tali principi non fissando alcun limitazione all'ingresso di nuovi soggetti, rispetto agli attuali concessionari, Il totale dei diritti attribuiti sulla rete legale dei giochi, che offrono scommesse sportive e/o ippiche, mediante negozi che effettuano prevalentemente attività di gioco (negozi) ovvero che effettuano prevalentemente altre attività (corner) è di circa 17.000 (di cui 2.196 emersi ai sensi dell'art, 1, comma 643, della legge n. 190 del 2014). I punti vendita all'attualità operativi sono circa 15.000, Detta differenza è determinata, in gran parte, dalla presenza di "corner" che possono offrire esclusivamente gioco ippico, attualmente di scarsa attrattività e redditività ma che potrebbero, in qualsiasi momento, tornare operativi allorquando potessero offrire anche scommesse sportive, come prevede la norma in esame per la nuova gara.” e ancora: “L'importo ridotto previsto per i "corner" deriva dalla considerazione che i "negozi di gioco" possono ospitare, rispetto alla precedente tipologia di esercizi, un numero maggiore di terminali di accesso al gioco nonché l'esercizio di altri giochi come ad esempio quello mediante apparecchi da intrattenimento della tipologia "VLT". In sintesi ciò sta a significare che, se è vero come è vero che diminuiranno i luoghi fisici dove poter scommettere, in realtà non diminuirà l’offerta poiché, appunto, nei luoghi dove fin’ora non si potevano installare le apparecchiature VLT, dopo l’approvazione del documento di Stabilità sarà possibile farlo; un combinato disposto, che in realtà colpirà, attraverso una maggiore tassazione, solo l’intera filiera del gioco, allorché ai consumatori finali non verrà aumentato alcun prelievo erariale: ecco quindi che, incrementando di poco la tassazione sulle VLT, si prosegue l’obiettivo di renderle appetibili al mercato del gioco. Appare inoltre aleatoria la teoria secondo cui, la tassazione di dette apparecchiature venga incrementata di una percentuale minima poiché, come riportato nella Relazione tecnica, testuale citazione: “La differenziazione nell'incremento delle aliquote di PREU tra le due tipologie di apparecchi è dovuta al differente livello di payout minimo previsto dalla vigente regolamentazione(74% per le AWP – 75% per le VLT) tra le due categorie e al fatto che per l'acquisto dí diritti "VLT" i concessionari hanno versato un importo di 1.500€ per ciascuno di essi”. Dall'aumento delle aliquote suddette, deriverebbe un introito aggiuntivo per l'erario pari a circa 600 milioni di curo complessivi e così suddivisi: 500 milioni derivanti dalle "New slot" e 100 milioni dalle "VLT", assumendo, quindi, una raccolta invariata rispetto al 2014 , pari a circa 84 MILIARDI DI EURO, e così percentualmente ripartita :
- 56% automatico slot e vlt
- 8% lotto
- 11% lotterie
- 16% giochi on line
- 9% scommesse sportive, giochi numerici, bingo, totocalcio, tris

Appare quindi evidente, stante le previsioni della Raccolta e l’iscrizione a Bilancio, che NON vi sia la volontà di limitare la spesa nella pratica dell’azzardo.

2) In questa fase il Governo intende “offrire” nuovamente la possibilità di sanare la condizione di Luoghi dove si somministra gioco con vincita in denaro a circa 5000 attività dichiarate “illegali” e che tuttavia continuano ad operare, senza pagare alcuna somma all’Erario, sul territorio nazionale; si ipotizza che dette attività muovano un giro d’affari di 2 miliardi e mezzo di euro l'anno, contestualmente a circa mezzo miliardo di tasse non pagate. In particolare, detta sanatoria riguarda i CTD (Centro di Trasmissione Dati) e muove sulla linea di intervento del forte contrasto al fenomeno della raccolta parallela delle scommesse che, prive di regole, giacché i relativi operatori si sottraggono al dovere di auto-sottomettersi al quadro regolatorio nazionale, in Italia desta ormai da tempo una seria preoccupazione sia per la mancata tutela dei giocatori, in particolar modo di minori - dal momento che è ignoto il grado di effettiva protezione che tale rete è in grado di garantire veramente, rispetto a quella ufficiale dei concessionari di Stato.

Sintesi

Nel documento, in cui a più riprese si dichiara la volontà ferma di contrastare il gioco illegale e di tutelare i clienti, non c’è nessun riferimento né tantomeno alcuna risorsa destinate a: 1) contrasto all’illegalità e alle attività delinquenziali presenti nel Comparto del gioco, sia lecito che illecito, nonostante come evidenziato anche nel rapporto trasmesso al Parlamento italiano dalla D.I.A (Direzione investigativa antimafia) e relativo all’attività criminale consumata nel solo 2° semestre 2014 (vedi pagg. 52,67,98, 99,123,127,131,135,141,147,179,226,227,251,279) in esso siano state catalogate numerose situazioni di riciclaggio, usura ed estorsione  realizzate dai Clan malavitosi attraverso il gioco d’azzardo; a questo proposito si ribadisce la necessità di realizzare, presso il Ministero dell’Interno, un Database dove annoverare tutti gli episodi delinquenziali prodotti e affini alla pratica dell’azzardo; 2) nessuna risorsa appare in questa fase destinata al sistema Sanitario, finalizzato alla prevenzione e alla cura della patologia prodotta dall’azzardo (GAP, gioco d’azzardo patologico); 3) nel documento si evidenzia di fatto l’auspicio di mantenere invariata la raccolta accertata nell’anno 2014: ciò palesa che non si intende limitare l’offerta complessiva del gioco; 4) non è previsto alcun coinvolgimento dei Sindaci, e più in generale delle autonomie locali nel processo autorizzatorio relativamente alla presenza dei luoghi di gioco nei territori; 5) nessun riferimento relativo al divieto di pubblicità; 6) si esprime infine forte perplessità in merito alla scelta concernente la possibilità di sanare i Centri scommesse definiti illegali, attraverso un “condono”.

 

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