PUBBLICITA’ E GIOCO D’AZZARDO: W LA RAI?? PDF Stampa E-mail
Lunedì 02 Novembre 2015 14:49

PUBBLICITA’ E GIOCO D’AZZARDO: W LA RAI??

Oltre 25 milioni in soli 7 mesi

25,6 milioni di euro investiti nella pubblicità del gioco d’azzardo, nel periodo di Gennaio - Luglio 2015, attraverso i media.

Dati alla mano, nonostante la spesa complessiva sia scesa di un terzo rispetto allo scorso anno, appare evidente come, alcuni settori abbiano beneficiato di maggiori investimenti pubblicitari. E' il caso del gioco online, cresciuto del 16,3%: se nei primi 7 mesi dello scorso anno nei Casinò games e nel Poker on line siano stati investiti 7,6 milioni di euro, in questo arco temporale del 2015, si sono sfiorati gli 8,9 milioni.

Nello specifico segnano il passo – se così si vuol dire - le scommesse: dagli oltre 15,5 milioni del 2014 si è passati a investimenti per 7,2 milioni (-53%) come pure Lotto e Superenalotto per cui gli investimenti pubblicitari calano di circa 32% , passando da 6,9 milioni a 4,6 milioni; alla stregua pure le lotterie istantanee (-42) gratta e vinci, che nel 2014 dai 3,5 milioni di euro del 2014, passano a poco più di 2 milioni nei primi sette mesi del 2015.

Interessanti tuttavia appaiono i “canali pubblicitari di divulgazione dell’offerta” dell’azzardo: l'82,3% del mercato è nelle mani della televisione (compresa mamma Rai) con oltre 21 milioni di euro sui 25,6 milioni complessivamente investiti: quanti soldi finiscono alla Televisione di Stato? In tv passa infatti il 97% della pubblicità del gioco online, il 95% di quella dei gratta e vinci, l'82% delle scommesse e il 78% dei giochi numerici. Internet è il secondo mezzo di comunicazione più diffuso, con 2,1 milioni di euro e una quota mercato dell'8,2%. I quotidiani si attestano al 5,8% con investimenti per 1,5 milioni, seguiti dalla radio con poco più di 450 mila euro (1,7%).

Soprassedendo pure sulle politiche attuate dalle TV commerciali, la domanda sorge spontanea: E’giusto che la TV di Stato, pagata dai contribuenti attraverso il canone, promuova l’offerta del gioco d’azzardo in Italia? Salvo poi dedicare, ogni tanto, alcuni servizi giornalistici dove si denunciano le sempre maggiori degenerazioni che, l’attuale offerta, genera?

Per favore, un po’ di coerenza!

 

 

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