Riforme. Vannino Chiti: mantenere elettività Senato, il resto in legge ordinaria PDF Stampa E-mail
Martedì 08 Settembre 2015 19:03

Riforme. Vannino Chiti: mantenere elettività Senato, il resto in legge ordinaria

”Si vuole un’intesa degna di una legge che riguarda la Costituzione? Si puo’ fare alla luce del sole. Si lascia nell’articolo 2 il numero di 100 senatori e la composizione del Senato: rappresentanti delle istituzioni territoriali (consiglieri regionali e sindaci). Con un emendamento soppressivo si cancella la frase ‘I Consigli regionali e i Consigli delle Province autonome eleggono, con metodo proporzionale, i senatori’. Resta in Costituzione la previsione che sono i cittadini ad eleggerli. Poi la legge ordinaria precisera’ il resto: il come e il quando, come e’ giusto che sia”.
Lo afferma il senatore del Pd Vannino Chiti.

”Senza modificare l’articolo 2 della riforma non ci sarebbe un accordo ma un pasticcio e mi stupisco che senatori con infinita esperienza parlamentare possano davvero sostenerlo. Chiedere questa coerenza non e’ fare dell’articolo 2 un mantra, come dice il sottosegretario Pizzetti: e’ semplicemente mettere le norme laddove devono stare. E’ avere rispetto per le regole della legislazione, ancor piu’ necessario di fronte alla Costituzione che e’ la Carta fondamentale della convivenza dei cittadini italiani, non un comodo scendiletto per i parlamentari o i governi. Cosa mi si dira’ adesso? Che questo Senato eletto dai cittadini dovrebbe mantenere la votazione di fiducia al governo? O, come sostiene il professor Barbera, che avrei dimenticato il Bundesrat, che invece ho di nuovo proposto nell’intervento in commissione Affari Costituzionali?
Smettiamola con gli slogan e stiamo al merito: si vuole che i cittadini scelgano i senatori o si vuole prenderli in giro con pateracchi indegni, con toppe peggiori del buco? Tutto qui: si vuole riformare la politica o indebolire la rappresentanza parlamentare e il ruolo dei cittadini? Sulle competenze del Senato e sulle sue funzioni – aspetti altrettanto decisivi e che 28 senatori del Pd hanno sollevato con i loro emendamenti – mi auguro sia possibile costruire convergenze. Ma competenze e legittimazione sono strettamente legate: ha senso parlare di funzioni per un Senato ridotto a dopolavoro istituzionale? Ovviamente no: almeno per me ma spero per tutti”.

 

http://www.vanninochiti.com/?p=16648

 

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