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CHIAMPARINO: "I COMUNI NORMANO, NON VIETANO"
Il caso di Bastia è solo l'ultimo in ordine di tempo. Prima ancora Bolzano, Empoli, Genova, Varese solo per citare i comuni più grandi. Anche le amministrazioni locali di realtà come Riano, Rivoli, Leonessa, Merate, Guastalla dichiarano guerra alle slot machines. Sergio Chiamparino, sindaco di Torino e presidente dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani, ha rilasciato un'intervista a giocoegiochi.com sulle ordinanze adottate da alcuni sindaci e assessori che puntano a limitare l'uso degli apparecchi da intrattenimento con vincita in denaro.
Presidente, favorevole al divieto delle slot nelle ore mattutine? E c'è chi le vuole lontano da scuole, ospedali e luoghi di culto... "In questi due anni di applicazione dell'istituto delle ordinanze sindacali, finalizzato non solo a far fronte a situazioni eccezionali ma anche a regolare fenomeni che possono avere impatto negativo sulla convivenza civile, abbiamo visto provvedimenti dal variegato contenuto e forse in alcuni casi dal contenuto discutibile. Le ordinanze che alcuni comuni stanno adottando mi sembra rientrino in quelle misure tese a tutelare le categorie più sensibili, prevedendo ad esempio distanze minime tra le sale-giochi ed i luoghi di aggregazione (scuole, chiese, luoghi di cura...), curando particolarmente il requisito dell'idoneità dei locali in cui il gioco viene esercitato (agibilità, sorvegliabilità...) e determinando una fascia oraria di apertura dell'attività, per circoscriverne la fruibilità".
Più propenso a una regolamentazione condivisa che a divieti in senso stretto? "Non siamo in presenza di divieti assoluti, ma di una regolamentazione tesa a dare ordine alla diffusione di questo fenomeno. La volontà, da parte dell'amministrazione comunale, è quella di regolamentare e non certamente di vietare tout court l'utilizzo di questi mezzi di intrattenimento: in alcune ordinanze, come quella del Sindaco di Empoli, si fa riferimento anche a corsi di formazione per gli esercenti sui rischi del gioco d'azzardo, al fine di rilasciare dei ‘bollini' di qualità sul gioco responsabile da esporre nei locali proprio perché l'obiettivo è quello di sensibilizzare gli enti locali sui rischi provocati dal gioco d'azzardo".
Quali sono secondo lei i rischi principali? "I dati nazionali dei primi quattro mesi del 2010 parlano di un aumento del 12% del denaro speso in giocate rispetto allo stesso periodo del 2009. I numeri rivelano anche che a giocare sono sempre di più giovani e giovanissimi, casalinghe e pensionati, cioè le fasce più deboli della popolazione. Un corretto uso e una ordinata presenza sul territorio di luoghi adibiti al gioco, sono convinto, sia nell'interesse di tutti e soprattutto degli stessi operatori. Quindi sarebbe cosa auspicabile che questi provvedimenti sindacali nascano, se possibile, attraverso un percorso condiviso con gli stessi operatori".
Con la prevista riforma del Federalismo fiscale, come cambiano le competenze degli amministratori locali? "L'implicazione principale che posso vedere derivante dall'attuazione del federalismo fiscale attiene al ruolo delle amministrazioni comunali nella lotta all'evasione fiscale. Ricordo che è affidata ai comuni, tra i vari controlli e attività, anche quella del monitoraggio degli apparecchi da intrattenimento".
I soldi delle macchinette però fanno comodo a tutti, anche ai comuni anti-slot... "Non penso sia corretto parlare di comuni "anti-slot" o contrari al gioco perché, come ho già chiarito, l'obiettivo dei comuni non è limitare o vietare del tutto l'utilizzo di queste apparecchiature ma regolamentare l'uso per evitare che l'eventuale abuso danneggi le categorie più deboli. Dunque si tratta di cercare una via che tenti di conciliare le esigenze economiche degli operatori commerciali con la protezione dei diritti delle categorie più sensibili dall'uso del gioco".
Lorenzo Pulcioni - 28/07/2010 |