
“Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini”
Giovanni Falcone
| La prevenzione passa dai comuni: da Empoli il nuovo 'modello' che mette insieme medicina, industria del gioco e amministrazioni |
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Comuni, protagonisti nella lotta al gioco patologico. Le amministrazioni di differenti città stanno adottando una serie di misure per contrastare la dipendenza da gioco, tentando di rendere il rapporto con il settore dell'intrattenimento più sereno e meno problematico. E il ruolo degli operatori del mondo del gioco diventa fondamentale. Due ore decisamente produttive quelle impiegate nell'incontro tra l'assessore per la Vivibilità e la sicurezza civica del comune di Empoli, Filippo Torrigiani e la delegazione dell'associazione degli operatori del gioco lecito, As.tro. "Ho trovato - afferma Torrigiani a Gioconews - delle persone serie e competenti, che si sono rese disponibili per fare insieme una campagna di sensibilizzazione contro il gioco patologico". Soddisfazione espressa anche dal presidente As.tro, Massimiliano Pucci, il quale oltre a ringraziare la disponibilità dell'assessore, ha sottolineato: "L'associazione sta perseguendo il suo obiettivo, quello di aprirsi al territorio. Un modo, questo, per stare vicino ai nostri iscritti". Al centro, dunque, c'è il cittadino. "La nostra volontà - prosegue Torrigiani - è quella di tutelare i più deboli e se As.tro dimostra di fare sul serio nella campagna di sensibilizzazione contro il gioco patologico, allora sono disposto a rivedere gli orari previsti nell'ordinanza sull'accensione delle slot machine, ammorbidendoli un po'. Torrigiani aggiunge che il cammino sulle problematiche del gioco patologico nasce circa tre anni fa, quando l'Arci Empolese ha deciso di togliere dalle 'Case del popolo' le slot machine. Sull'onda di questa azione abbiamo deciso, insieme al sindaco di Empoli e alla giunta, di fare qualche cosa per contrastare il gioco patologico. Inoltre, abbiamo aderito al progetto del dottor Paolo Jarre, Direttore Dipartimento Patologia delle Dipendenze ASL 5 di Torino, "Il Gioco è una cosa seria". Il progetto, come spiega a Gioconews il professore Jarre, è finanziato dal ministero della Salute già nella precedente legislazione e mira a consolidare le conoscenze sul gioco problematico e patologico. Jarre ci svela qualche dato del documento finale del progetto, che verrà reso noto a fine anno. "Circa la metà degli italiani dichiara di avere giocato denaro nella propria vita e circa metà sono studenti delle scuole medie-superiori. Tra gli adulti il 20% gioca con qualche probabilità di rischio (circa 1 milione), dato che sale al 30% nella fascia degli studenti (100mila). Il fenomeno del gioco problematico interessa soprattutto le regioni del Sud Italia e tra gli studenti, nell'ultimo anno, si è passati dal 40% al 47% di coloro che dichiarano di avere giocato denaro". Ma quanto è importante l'intervento dei comuni in materia di contrasto al gioco patologico? "Il secondo obiettivo del nostro progetto è quello di sperimentare in un certo numero di realtà italiane un modello di gioco responsabile, di matrice australiana. Il ruolo dei comuni diventa centrale perchè hanno potere di ordinativa sugli aspetti di localizzazione e controllo degli orari del gioco. Possono agire in diversi modi, utilizzando ad esempio una leva fiscale (agevolazioni per quei locali che ad esempio decidono di non mettere apparecchi con vincita in denaro), oppure una leva che riguarda la gestione del traffico (dischi orari, parcheggi a pagamento in prossimità di sale giochi), oppure del contingentamento orario, come è avvenuto nel comune di Empoli. Insomma, le amministrazioni possono assumere un compito di prevenzione. La volontà di questo progetto, però, è di creare un punto di incontro con i commercianti, gli operatori del mondo del gioco, gli operatori sanitari e gli amministratori. Per questo abbiamo avviato percorsi formativi in nove regioni italiane, e alla fine saranno allestiti tavoli di concertazione in modo da venire incontro a ogni esigenza, sempre avendo presente la tutela del cittadino". In questo le associazioni del settore potrebbero avere un ruolo molto importante, punto di contatto tra il comparto e le varie realtà italiane. |

