Mercoledì 15 Giugno 2016 07:59

Il 19 giugno ci sono i ballottaggi. I cittadini decideranno i sindaci di tante città italiane, a partire dai centri più importanti: Torino, Milano, Bologna, Roma e Napoli.
È fondamentale il voto ai candidati del Pd: sono davvero persuaso che rappresentino la soluzione più giusta, per competenza, qualità, autonomia, passione per le loro città.
Nei giorni che sono alle nostre spalle si è svolto un dibattito che, ancora una volta, rischia di passare sopra la testa delle persone e di contribuire ad allontanare la politica dalla società.
Il voto dà certamente delle indicazioni generali alle forze politiche, una tendenza su criticità presenti nei rapporti con i cittadini: ma indubbiamente non è un voto sul governo, bensì sulle amministrazioni locali.
Trasformarlo in altro, in una sorta di mini-referendum sul governo nazionale, non è semplicemente strumentale: significa non comprendere né saper apprezzare in sé, per l’importanza che ha, la dimensione dei Comuni e delle Regioni.
Dopo il primo turno, piuttosto, è venuto avanti un fattore politico, che mi pare un errore sottovalutare: la prova, in parte esplicita e in parte sotto traccia, di una “santa alleanza” dei populismi.
Salvini lo ha solennemente annunciato: Alemanno a Roma apertamente messo in pratica. Così di fatto ovunque. Cosa unisce i populismi? L’antieuropeismo; una concezione della politica che diviene concretamente alternativa alla democrazia rappresentativa come la conosciamo e viviamo; l’egoismo nazionale ed il rifiuto del diverso, a cominciare dai profughi dalle guerre; l’ostilità al Pd.
E’ comprensibile: il Pd è in questo momento l’asse fondamentale e insostituibile del sistema democratico nel nostro Paese.
Il governo nazionale non è in gioco, ma sbarrare la strada alla “santa alleanza” dei populismi, nel suo primo manifestarsi a livello locale, è decisivo.
La democrazia non è un’eredità inalienabile: va difesa, sostenuta, rinnovata costantemente, senza se e senza ma, perché riguarda la qualità della nostra convivenza.
Preoccupa la destra italiana. In altri paesi europei, contro il montare dei populismi, stanno una sinistra e una destra democratiche e di governo, tra loro alternative, ma convergenti nell’impegno per sconfiggere quella sfida.
In Italia purtroppo non è cosi. La destra democratica è ambigua, divisa, ad ora, nella sua componente maggioritaria, a guida lepenista. È Marine Le Pen, con la sua ideologia, al posto di comando: Salvini è ai remi. Forza Italia subalterna.
Una ragione in più, domenica, per votare i sindaci del Pd: per le nostre città e per non far correre avventure alla nostra democrazia.

 
Lunedì 11 Aprile 2016 16:14

Il valore della partecipazione: non lasciamo che ci sia tolto

Il 17 Aprile prossimo il popolo italiano sarà chiamato a votare per il referendum contro le trivellazioni in mare. L’invito a non farlo, ad astenersi dal voto, si è fatto alto, potente ed anche prepotente.

Non dobbiamo, in alcun modo, rassegnarci alla disaffezione rispetto alla partecipazione democratica al voto: in questo senso, le parole del Presidente del Consiglio e di alcuni parlamentari sono invece improntate, purtroppo, allo scadimento della qualità della nostra democrazia: tutto ciò, ritengo, sia inaccettabile.

In questa fase, sventuratamente e con incredibile caparbietà, non solo non si è proceduto al naturale accorpamento con le prossime elezioni amministrative, che peraltro avrebbe evitato lo spreco di risorse che ci sarà e favorito la partecipazione, ma si invita a non recarsi alle urne: nella sostanza il Governo, dopo aver dimostrato preoccupante incapacità (non abbiamo elementi per spingerci fino all’ipotesi della premeditazione) nel costruire accordi con le Regioni interessate in una materia delicata ed importante come l’energia, vuole in ogni modo impedire che il popolo italiano dica la sua.

Le persone di responsabilità civile e democratica, di attaccamento alle istituzioni, non possono non reagire decisamente a difesa del diritto di esprimersi da parte dei cittadini e di fondamentali istituti di democrazia diretta quali il referendum: L’APPELLO E’ CHE SI VADA A VOTARE AL REFERENDUM, A TESTA ALTA, LONTANI DAI NUOVI CONFORMISMI CUI CI SI VORREBBE PIEGARE.

Questa è la cosa più importante, comunque la si pensi sul quesito che troveremo sulla scheda. Per quanto mi riguarda, ovviamente, l’invito è anche di votare SI’ per abrogare la norma introdotta dall’ultima legge di Stabilità che permette alle attuali concessioni di estrazione e di ricerca di petrolio e gas, che si trovano nella zona di mare vicina alla costa, di non avere più scadenza. Con la legge di Stabilità 2016, infatti, le licenze già in essere entro le 12 miglia dalla costa sono diventate “sine die”.

Per questo il SI’, opponendosi a questa prospettiva che toglie dalle mani degli Italiani pezzi importanti del loro futuro, si presenta come l’opportunità migliore per spingere dal lato di consumi energetici puliti e rinnovabili come ormai è indispensabile.

 
Venerdì 04 Dicembre 2015 12:57

Ci sono più macchinette che posti letto in Ospedale

In allegato la tabella relativa alla presenza di apparecchi AWP (Slot) e VLT (Videolottery) presenti sul suolo nazionale e suddivisi per Regione. Interessante è il raffronto tra l'offerta di posti letto nella sanità pubblica e il numero di apparecchi: in Toscana il numero di posti letto è pari a 14108 a fronte di n. 15333 Slot e 3676 VLT. In sintesi, ci sono più macchinette che posti letto in Ospedale.

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Lunedì 09 Novembre 2015 23:30

Comprati 3.600 «gratta & vinci» al minuto

In Italia ogni secondo 60 persone tentano la fortuna con un 'gratta e vinci'. Sono, infatti, circa 2 miliardi le cosiddette 'lotterie istantanee' giocate ogni anno, con una spesa di 9 miliardi e 500 milioni, 158 euro per ogni italiano, bimbi compresi. Mentre lo Stato incassa, sempre all’anno, poco meno di 1 miliardo e 500 milioni. Cifre spaventose e preoccupanti riferite dal viceministro all’Economia, Enrico Morando nella risposta all’interrogazione urgente in commissione finanze della Camera di Giovanni Paglia di Sel. Dati in leggero calo negli ultimi tre anni ma che comunque confermano l’invasività di questo tipo di azzardo, diffusissimo soprattutto tra le persone anziane e le donne. Ma che risulta il più 'popolare' anche tra i giovani. Malgrado l’azzardo - e i 'gratta e vinci' lo sono - sia vietato ai minorenni, ben il 38% ci ha giocato almeno una volta, come riporta una recente ricerca di Nomisma e dell’Università di Bologna.

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Lunedì 29 Febbraio 2016 08:12

Filippo Torrigiani nominato consulente della Commissione Parlamentare antimafia

“L’ufficio di presidenza della Commissione bicamerale, integrato dai rappresentanti dei gruppi, che si occupa del fenomeno delle mafie e delle altre associazioni criminali, anche straniere, ha deliberato di avvalersi della collaborazione di Torrigiani, nell’ambito delle inchieste di competenza della stessa. Il Consigliere comunale ha giurato nella giornata di ieri [giovedì 25 febbraio, ndr] negli uffici parlamentari di Roma”.

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Sabato 21 Novembre 2015 10:57

Legge di Stabilità e azzardo

Dopo che il Governo ha lasciato decadere la possibilità, attraverso la Delega fiscale, di attuare politiche indirizzate a contrastare le degenerazioni prodotte dall'offerta smisurata dell'azzardo, l'auspicio era quello che, nella Legge di Stabilità, che ieri attraverso la fiducia il Senato ha votato, nel Testo vi fossero contenute azioni finalizzate ad arginare il fenomeno, e invece niente di tutto ciò è accaduto.

 

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