Lunedì 20 Giugno 2016 23:01

Risultati elettorali: UN PD DA RIPENSARE

Un’emorragia, cosi’ non funziona

A distanza di poche ore dai risultati elettorali, appare improcrastinabile ripensare l’intero assetto politico del Partito democratico. I dati che le urne elettorali ci hanno consegnato sono severissimi e insindacabili: il nostro Partito non è in grado di intercettare, capire ed elaborare - attraverso azioni concrete - i bisogni dei territori. Qualcuno, tuttavia, si ostina a sostenere che si tratta “solo di problemi locali”: io penso che il male, invece, sia assai più profondo.

In realtà, ciò che emerge, e che alcuni fanno finta di non percepire, è che il PD ha smarrito la via Maestra: abbiamo perduto i rapporti ed il confronto con una parte del tessuto sociale che riponeva, nel PD 2.0, le proprie aspettative. Non parliamo più alla nostra base formata da operai, artigiani, pensionati e famiglie; tracotanza e superficialità, queste sono le linee politiche che abbiamo attuato. Talvolta anche scientemente, l’azione del PD si è dissociata dal confronto con i sindacati, col mondo del lavoro: con quelle donne e quegli uomini che hanno consentito, consapevolmente o meno, di garantire all’attuale maggioranza di governare le Istituzioni.

Il Premier in primis, ma anche esponenti di primo piano della politica nazionale, hanno basato la campagna elettorale quasi o solo sulla questione concernente il Referendum Costituzionale di Ottobre, senza preoccuparsi di pensare, invece, dei problemi della gente, del nostro popolo: mancanza di lavoro, pressione fiscale, pensioni da fame , contratti scaduti; anziché pensare agli operai, che campano le famiglie con poco più di 1000 Euro al mese, si è preferito andare a braccetto con l’Elite dell’Industria. Per non parlare poi delle questioni che riguardano l’evasione fiscale italiana, giunta oramai ad accertare oltre 120 miliardi di euro all’anno di tasse non pagate; per contro, tuttavia, si sta provando in queste ore, a far indebitare i lavoratori che andranno in pensione, attraverso mutui da accendere con banche o assicurazioni: far contrarre debiti ai pensionati è come sparare addosso alla Croce Rossa. E’ cattiveria pura.

Abbiamo perduto le elezioni amministrative, dicevamo: nei capoluoghi e in tanti, troppi Comuni, al Nord come al Sud.

Il pessimo risultato elettorale, conseguito in Toscana, ne è un esempio concreto e si va ad aggiungere alla “disfatta” dei ballottaggi che abbiamo ahimè registrato nella scorsa tornata elettorale. Livorno, Arezzo, Viareggio, Pietrasanta perduti la volta scorsa; Grosseto, Sesto f.no, Montevarchi, Cascina e Sansepolcro, perduti nella giornata di ieri.

Questi risultati feriscono, fanno male. Troppo. E tuttavia, dalle letture che si apprendono da parte di molti dirigenti regionali, continuano ancora a “trasudare parole e scritti pregni di arroganza”. Alcuni, hanno perfino la tracotanza di asserire che “si è rottamato poco!” In pochi sfortunatamente, dimostrano la maturità politica necessaria a riflettere sui fatti che ci hanno condotto a questo punto. Probabilmente si stanno cercando i colpevoli sulle cui spalle caricare il fardello della disfatta: naturalmente i primi a cui affibbiare le colpe, sono i rappresentanti della sinistra del Partito. Proprio loro che appunto, non hanno alcun incarico dirigenziale nel PD: né nel gruppo dirigente, né tantomeno in alcuna azienda partecipata, Enti locale ecc. ecc: lo “spoil system” di Partito, infatti, li ha defenestrati e non da ora.

Ma adesso (a proposito, che fine hanno fatto i “compagni” di ADESSO?) serve tirare una riga e ricominciare. Ricominciare a fare politica, quella vera, senza arroganza e prepotenza. La politica progressista e di sinistra per cui il PD è stato concepito, ognuno con il proprio carico di responsabilità, anche in virtù del ruolo che ricopre.  E Se qualcuno ha ancora la presunzione e la boria di voler rottamare (chi, come dove e quando) lo dica apertamente e naturalmente se ne assuma una volta per tutte la responsabilità.

 

 
Venerdì 17 Giugno 2016 09:31

MAFIA E GIOCO D’AZZARDO

Sempre più evidenti gli interessi malavitosi nel Comparto del gioco

Su richiesta della Procura della Repubblica presso la Direzione distrettuale Antimafia di Lecce, la Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Taranto, ha eseguito nel capoluogo jonico e nei comuni di Statte e Massafra, 38 ordinanze di custodia cautelare. I militari hanno eseguito il sequestro preventivo di cinque aziende, tra cui un’agenzia di giochi e scommesse. Ancora una volta si rende evidente come le mafie, di ogni ordine e grado, siano pesantemente presenti nel Comparto dell’azzardo.

www.filippotorrigiani.it



 
Lunedì 11 Aprile 2016 16:14

Il valore della partecipazione: non lasciamo che ci sia tolto

Il 17 Aprile prossimo il popolo italiano sarà chiamato a votare per il referendum contro le trivellazioni in mare. L’invito a non farlo, ad astenersi dal voto, si è fatto alto, potente ed anche prepotente.

Non dobbiamo, in alcun modo, rassegnarci alla disaffezione rispetto alla partecipazione democratica al voto: in questo senso, le parole del Presidente del Consiglio e di alcuni parlamentari sono invece improntate, purtroppo, allo scadimento della qualità della nostra democrazia: tutto ciò, ritengo, sia inaccettabile.

In questa fase, sventuratamente e con incredibile caparbietà, non solo non si è proceduto al naturale accorpamento con le prossime elezioni amministrative, che peraltro avrebbe evitato lo spreco di risorse che ci sarà e favorito la partecipazione, ma si invita a non recarsi alle urne: nella sostanza il Governo, dopo aver dimostrato preoccupante incapacità (non abbiamo elementi per spingerci fino all’ipotesi della premeditazione) nel costruire accordi con le Regioni interessate in una materia delicata ed importante come l’energia, vuole in ogni modo impedire che il popolo italiano dica la sua.

Le persone di responsabilità civile e democratica, di attaccamento alle istituzioni, non possono non reagire decisamente a difesa del diritto di esprimersi da parte dei cittadini e di fondamentali istituti di democrazia diretta quali il referendum: L’APPELLO E’ CHE SI VADA A VOTARE AL REFERENDUM, A TESTA ALTA, LONTANI DAI NUOVI CONFORMISMI CUI CI SI VORREBBE PIEGARE.

Questa è la cosa più importante, comunque la si pensi sul quesito che troveremo sulla scheda. Per quanto mi riguarda, ovviamente, l’invito è anche di votare SI’ per abrogare la norma introdotta dall’ultima legge di Stabilità che permette alle attuali concessioni di estrazione e di ricerca di petrolio e gas, che si trovano nella zona di mare vicina alla costa, di non avere più scadenza. Con la legge di Stabilità 2016, infatti, le licenze già in essere entro le 12 miglia dalla costa sono diventate “sine die”.

Per questo il SI’, opponendosi a questa prospettiva che toglie dalle mani degli Italiani pezzi importanti del loro futuro, si presenta come l’opportunità migliore per spingere dal lato di consumi energetici puliti e rinnovabili come ormai è indispensabile.

 
Venerdì 04 Dicembre 2015 12:57

Ci sono più macchinette che posti letto in Ospedale

In allegato la tabella relativa alla presenza di apparecchi AWP (Slot) e VLT (Videolottery) presenti sul suolo nazionale e suddivisi per Regione. Interessante è il raffronto tra l'offerta di posti letto nella sanità pubblica e il numero di apparecchi: in Toscana il numero di posti letto è pari a 14108 a fronte di n. 15333 Slot e 3676 VLT. In sintesi, ci sono più macchinette che posti letto in Ospedale.

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Mercoledì 15 Giugno 2016 07:59

Il 19 giugno ci sono i ballottaggi. I cittadini decideranno i sindaci di tante città italiane, a partire dai centri più importanti: Torino, Milano, Bologna, Roma e Napoli.
È fondamentale il voto ai candidati del Pd: sono davvero persuaso che rappresentino la soluzione più giusta, per competenza, qualità, autonomia, passione per le loro città.
Nei giorni che sono alle nostre spalle si è svolto un dibattito che, ancora una volta, rischia di passare sopra la testa delle persone e di contribuire ad allontanare la politica dalla società.
Il voto dà certamente delle indicazioni generali alle forze politiche, una tendenza su criticità presenti nei rapporti con i cittadini: ma indubbiamente non è un voto sul governo, bensì sulle amministrazioni locali.
Trasformarlo in altro, in una sorta di mini-referendum sul governo nazionale, non è semplicemente strumentale: significa non comprendere né saper apprezzare in sé, per l’importanza che ha, la dimensione dei Comuni e delle Regioni.
Dopo il primo turno, piuttosto, è venuto avanti un fattore politico, che mi pare un errore sottovalutare: la prova, in parte esplicita e in parte sotto traccia, di una “santa alleanza” dei populismi.
Salvini lo ha solennemente annunciato: Alemanno a Roma apertamente messo in pratica. Così di fatto ovunque. Cosa unisce i populismi? L’antieuropeismo; una concezione della politica che diviene concretamente alternativa alla democrazia rappresentativa come la conosciamo e viviamo; l’egoismo nazionale ed il rifiuto del diverso, a cominciare dai profughi dalle guerre; l’ostilità al Pd.
E’ comprensibile: il Pd è in questo momento l’asse fondamentale e insostituibile del sistema democratico nel nostro Paese.
Il governo nazionale non è in gioco, ma sbarrare la strada alla “santa alleanza” dei populismi, nel suo primo manifestarsi a livello locale, è decisivo.
La democrazia non è un’eredità inalienabile: va difesa, sostenuta, rinnovata costantemente, senza se e senza ma, perché riguarda la qualità della nostra convivenza.
Preoccupa la destra italiana. In altri paesi europei, contro il montare dei populismi, stanno una sinistra e una destra democratiche e di governo, tra loro alternative, ma convergenti nell’impegno per sconfiggere quella sfida.
In Italia purtroppo non è cosi. La destra democratica è ambigua, divisa, ad ora, nella sua componente maggioritaria, a guida lepenista. È Marine Le Pen, con la sua ideologia, al posto di comando: Salvini è ai remi. Forza Italia subalterna.
Una ragione in più, domenica, per votare i sindaci del Pd: per le nostre città e per non far correre avventure alla nostra democrazia.

 
Lunedì 29 Febbraio 2016 08:12

Filippo Torrigiani nominato consulente della Commissione Parlamentare antimafia

“L’ufficio di presidenza della Commissione bicamerale, integrato dai rappresentanti dei gruppi, che si occupa del fenomeno delle mafie e delle altre associazioni criminali, anche straniere, ha deliberato di avvalersi della collaborazione di Torrigiani, nell’ambito delle inchieste di competenza della stessa. Il Consigliere comunale ha giurato nella giornata di ieri [giovedì 25 febbraio, ndr] negli uffici parlamentari di Roma”.

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