Mercoledì 10 Giugno 2020 07:58

ANCORA "AZZARDOMAFIE"

 

Soddisfazione per il lavoro fatto dalle Forze dell’Ordine ma allo stesso tempo grande preoccupazione per un fenomeno, purtroppo, in grande espansione. Filippo Torrigiani, consulente della Commissione Antimafia in materia di gioco d’azzardo, commenta l’operazione conclusa stamani in diverse città italiane in esecuzione di un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal Gip del Tribunale nei confronti di 10 persone, cinque delle quali finite in carcere. “Ancora una volta gli uomini della Procura e della Direzione distrettuale antimafia – spiega – e i finanzieri del Comando provinciale hanno portato a termine un’importante operazione che conferma il loro valore ed il loro impegno nel contrasto alla criminalità organizzata. A loro va il grazie nostro e quello di tutte le persone oneste. Allo stesso tempo quanto accaduto a Palermo è per noi motivo di grande preoccupazione. Ormai da tempo assistiamo ad un sempre maggiore coinvolgimento della mafia nel grande business delle scommesse sportive e del gioco d’azzardo, fiumi di soldi che scorrono poi anche attraverso una rete internazionale sulla quale, da tempo, abbiamo concentrato il nostro impegno. Mafia e scommesse è ormai un binomio inscindibile e questa operazione conferma che nel giro sono inserite anche imprese, aspetto che consente alla criminalità di infiltrarsi nell’economia legale partecipando anche a bandi pubblici, con l’obiettivo di riciclare il denaro”. “Operazioni come questa – conclude – ci danno la forza e lo slancio per proseguire sulla strada intrapresa e fare tutto il possibile per contrastare questo preoccupante fenomeno”.

 
Sabato 28 Marzo 2020 15:22

#GIOCODAZZARDO

#MISUREURGENTI

In questa fase di divieto di fruizione del c.d. "gioco terrestre" che si traduce (per fortuna...) nella impossibilità di scommettere su Slot, VLT etc... sono quasi certo che vi sarà un sensibile incremento del gioco d'azzardo ON LINE.

Per contrastare concretamente il fenomeno, ci sono 2 strade da perseguire attraverso misure contingibili ed urgenti da adottare per mano di ADM e quindi dello Stato:

1) chiudere ogni e qualunque accesso internet verso le piattaforme di gioco ON LINE (io opto per questa!)

2) ridurre allo 0,1% il c.d. PAY OUT, ovvero il ritorno in vincita ai giocatori che attualmente, su alcune tipologie di scommesse, è oltre il 90%.

Filippo Torrigiani

 
Sabato 03 Agosto 2019 05:33

 

ITALIA, GIOCO D’AZZARDO.

Andar vitello e tornare bue

Mi pare, e certamente non sono da solo a pensarla così che, circa il contrasto all’azzardo, la comparazione a questa frase sia proprio attuale: “andar vitello e tornare bue”.

In questi giorni, oltre a dover fare i conti con le falle che interessano il divieto assoluto di pubblicità al gioco e che nel merito non contrasteranno l’impedimento che era stato enunciato e a cui si guardava con immensa soddisfazione, si apprendono dati sconcertanti in materia di riciclaggio di denaro sporco anche attraverso i canali dell’azzardo. L’Unione Europea, a mezzo stampa, dichiara che:

Oltre 200 miliardi euro all’anno. Sarebbe questo il giro d’affari legato al riciclaggio di denaro sporco in Europa secondo la Commissione Ue, che ha esaminato le norme e le prassi esistenti per identificare le principali carenze e contrastare i flussi illegali evidenziati dalle stime di Europol. Secondo la revisione l’esecutivo dell’UE ha valutato 10 casi noti di riciclaggio di denaro sporco presso le banche, segnalati principalmente tra il 2012 e il 2018. I casi di studio includevano istituti di credito che sono stati al centro di grandi scandali come Danske Bank, la più grande banca danese, che ha ammesso di aver gestito numerose transazioni sospette tra il 2007 e 2015. Problemi di riciclaggio di denaro anche per le banche ABLV della Lettonia, Pilatus Bank di Malta e FBME Bank di Cipro. Bruxelles ha concluso che le banche spesso non rispettavano i requisiti antiriciclaggio, mentre i controlli non sono stati in grado di impedire che ciò avvenisse. “Queste carenze indicano problemi strutturali in sospeso nell’attuazione delle norme dell’UE”, ha affermato la Commissione. La Commissione ha anche aggiunto che tra i settori a maggior rischio riciclaggio di denaro vi è il calcio professionistico, oltre alle aree tradizionalmente rischiose come i money transfer e il gioco d’azzardo. In particolare, la mancanza di trasparenza del calcio professionistico ha creato “un terreno fertile per l’uso di risorse illegali”.

Le previsioni di un riordino robusto del Settore anche a livello italiano, dunque, tardano ad arrivare. Alcune delle quali pure relativamente semplici (e certamente efficaci) da adottare come quella dell’accesso ad ogni e qualunque tipologia di gioco mediante l’utilizzo della Tessera Sanitaria/codice fiscale. Per mezzo di questa azione si contrasterebbero seriamente due delle pratiche marcatamente diffuse: 1) l’accesso dei minori al gioco 2) attraverso il sistema dell’Anagrafe tributaria si potrebbero individuare “flussi di denaro” sospetti impegnati nelle scommesse di qualunque tipologia esse siano.

Per adesso restiamo di conseguenza al palo: tante le parole date, pochi i risultati conseguiti.

 

 
Martedì 04 Giugno 2019 07:50

GIOCO SPORCO, SPORCO GIOCO

Mercoledì 19 Giugno, Sez. Soci Coop Borgo San Lorenzo ore 18.00

Parteciperò a questa iniziativa sul gioco d'azzardo assieme a Simona Neri, Resp. ANCI Toscana sul gioco.

Vi aspettiamo!

 

www.filippotorrigiani.it


 
Venerdì 08 Novembre 2019 14:47

#LeggediBilancio #Giocodazzardo

 

In questa fase di discussione della Legge di Bilancio, col fine di contrastare la spesa e le problematiche generate dal fenomeno del gioco, è necessario intervenire diminuendo in maniera concreta il c.d. Pay Out (ovvero il ritorno in vincite) agli avventori su alcune tipologie di gioco, come l'On Line che, in alcune occasioni, si attesta a circa il 90%. Finalizzare gli interventi legislativi ad una maggiore tassazione solo e soltanto sugli apparecchi automatici (AWP etc.) non è sufficiente a contrastare il fenomeno. Altre questioni tuttavia andrebbero affrontate, come l'aggio sull'utile della vendita di alcune tipologie di gioco che l'attuale normativa offre agli esercenti/rivenditori e che va certamente ridimensionata.

www.filippotorrigiani.it

 

 

 
Lunedì 22 Luglio 2019 08:29

 

MAFIE E GIOCO D’AZZARDO

E’ Codice rosso

Gli ultimi dati diffusi dalla D.I.A confermano la pervasività delle consorterie mafiose nel comparto del gioco d’azzardo.

Nei documenti, tra le altre cose, si legge:

"Al pari della 'ndrangheta, Cosa nostra e la camorra proiettano i loro interessi verso settori ad alta redditività, come quello dei giochi e delle scommesse illegali. La Direzione esamina anche l'interesse che la camorra nutre per il settore dei giochi, ricordando per esempio il sequestro da parte della Guardia di Finanza, nell'ottobre 2018, di beni appartenenti a un imprenditore appartenente al clan dei Casalesi che imponeva l'installazione dei videopoker all'interno di locali commerciali della provincia di Caserta, per poi riversare parte dei proventi conseguiti nelle casse dell'organizzazione criminale. A ciò si aggiunga come la 'disseminazione' delle apparecchiature sul territorio concorra alla creazione di una rete di controllo, funzionale anche alle attività estorsive e all'usura, creando così un circuito perverso che dall'alta tecnologia porta comunque le mafie al controllo pervicace dei territori e quindi alle attività illegali più tradizionali".

Di conseguenza aumentano anche le segnalazioni pervenute all’U.I.F l'Unità di informazione finanziaria di Bankitalia da parte degli operatori di gioco infatti, come si evince dai dati, nel primo semestre del 2019 la Uif ha ricevuto 51.201 segnalazioni di operazioni sospette (SOS), con un aumento del 3,8 percento rispetto al periodo corrispondente del precedente anno. Le operazioni segnalate hanno superato i 47 miliardi di euro (oltre 44 miliardi quelle effettivamente eseguite), contro i circa 45 miliardi nel primo semestre del 2018.

Che per certi versi l’Italia sia un Paese “malato” è oramai un fatto purtroppo consolidato, un assioma: oltre 100 miliardi all’anno di evasione fiscale; la necessità di avere organismi di controllo e di indagine come ANAC, DIA, DDA, COMMISSIONE ANTIMAFIA etc. la cui opera si traduce sostanzialmente nel reprimere il malaffare dilagante, rappresenta certamente una involuzione sociale, istituzionale e culturale deplorevole.

Dobbiamo reagire, indignarci, ribellarci: non può finire così. Lo dobbiamo ai nostri figli.

 

 
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