Sabato 09 Gennaio 2021 10:14

Le procedure di infrazione europea a carico dell’Italia in materia di rifiuti

Un uomo della statura morale e politica come Aldo Moro sosteneva che
“Quando si dice la verità non bisogna dolersi di averla detta. La verità è sempre illuminante. Ci aiuta ad essere coraggiosi.”
Oggi più che mai, la politica per tornare ad essere credibile, ha bisogno di verità; nel pensiero, nell’agire e nel fare, prima di tutto.
Il tema dell’ambiente, anche alla luce dei sostanziosi finanziamenti che a breve il nostro Paese riceverà dall’UE, raffigura certamente una
delle questioni urgenti dell’agenda politica; una circostanza, cioè, rispetto alla quale dobbiamo confessare di non  essere stati capaci di dire la verità fino in fondo,
di chiarire molto onestamente che stiamo fallendo.

Tra i record poco lusinghieri che ci appartengono, vi sono certamente una serie interminabile di infrazioni che pesano come macigni sull’Italia e che gravano
sulla collettività in termini di salute e di futuro: sono ben 86 le c.d. infrazioni che ci sono state comminate tra cui primeggia il settore ambientale poiché  l’Italia
è venuta meno, in modo generale e persistente, agli obblighi relativi alla gestione dei rifiuti, in particolare l’applicazione delle direttive 1975/442 sui “rifiuti”, 1991/689
sui “rifiuti pericolosi” e 1999/31 sulle “discariche”. Tutto questo a dispetto degli ammonimenti tantoché, nel 2017 la Commissione Europea, constatando
la presenza di 44 discariche ancora da bonificare o da chiudere, ha deferito il nostro Paese alla Corte di Giustizia Europea  avviando nei nostri confronti un contenzioso.
Nello specifico, le discariche che comportano la sentenza di condanna da parte della stessa interessano 5 regioni: Abruzzo, Basilicata, Campania, Friuli-Venezia Giulia e Puglia. 
Dunque, oltre al fiume di soldi che siamo condannati di continuo a pagare, il danno più evidente e importante si insinua attraverso danni alla salute delle persone, ai terreni,
alle acque e agli animali. I temi della sostenibilità ambientale devono necessariamente tornare prioritari, anche come volano di sviluppo per il Paese: investire sforzi e risorse
verso impegni concreti e per l’habitat significa cultura, esprime futuro.


 

 

 

 

 
Giovedì 31 Dicembre 2020 06:40

Molte persone, la maggioranza sfortunatamente, si lascia alle spalle un anno particolarmente difficile, probabilmente il peggiore dalla guerra.

Su tutto ha prevalso la sciagura della Pandemia mietendo vittime e creando paure e disperazione.

Di conseguenza, crisi economica e mancanza di lavoro hanno acuito i disagi di un contesto già fortemente provato,

lasciando un tessuto sociale segnato da enormi lacerazioni. Ciò nonostante ci sono donne e uomini che con le proprie qualità dell'essere e

del fare si impegnano,ogni giorno, per una società più giusta e un futuro migliore donandoci, con concretezza, dei grandi insegnamenti.

Credo che questi siano gli esempi che dobbiamo perseguire con fiducia e passione.

Buon 2021, di cuore, a tutti voi.

Filippo Torrigiani


 

 

 
Giovedì 10 Settembre 2020 06:33
INQUINAMENTO AMBIENTALE
In base ai dati forniti (2018) circa l’inquinamento prodotto dai rifiuti di materiale plastico di mari ed oceani, ogni anno otto milioni di tonnellate di plastica sostano indisturbati nei fondali degli oceani.
Dal 1964 a oggi, la produzione di plastica nel mondo è aumentata di ben venti volte, ed entro il 2050, se non vi sarà un’inversione di tendenza, quadruplicherà, con evidenti ed ulteriori danni per gli ecosistemi marini e naturali, oltreché per la crescita sostenibile dei nostri Paesi; secondo quanto rilevato dal report di “Goletta verde” (Legambiente) la nostra Penisola ha dei punti inquinati ogni 54 chilometri di costa e su 265 campioni di acqua analizzati, ben il 52% contiene un elevato tasso di batteri e che l’88% di queste aree risulta essere in corrispondenza di foci dei fiumi, fossi, canali o scarichi presenti lungo la costa. Nel merito, purtroppo, tutte le Regioni costiere hanno almeno una zona particolarmente inquinata, ma in alcune la situazione è significativamente rilevante: almeno cinque punti campionati, risultano inquinati ormai da anni (Marche, Liguria, Lazio, Campania e Calabria).
La politica ha grandi responsabilità e deve fare la propria parte: così come dichiarato in Sede di G7 sull’Ambiente, si rende improcrastinabile la necessità di provvedere ad una importante contrazione, ad esempio, dell’uso di prodotti usa e getta di materiale plastico (flaconi, stoviglie, ecc. ecc).
In questa fase di campagna elettorale, sarebbe importante che venissero assunti impegni concreti in questa direzione. Mi permetto di segnalarne uno su cui occorre imprimere un'accelerazione, ovvero la "mescita in loco" di alcune tipologie di prodotti:
le amministrazioni si impegnino a favorire criteri di premialità circa politiche di sostenibilità ambientale (attraverso sgravi fiscali, contributi, diminuzione della tassazione locale sui rifiuti ecc. ecc…) nei confronti delle attività commerciali, Esercenti, grande distribuzione che investiranno nel dispaccio e vendita di prodotti di largo consumo ( prodotti per la cura della persona, bibite, acque ecc.ecc.) mediante “mescita in loco” degli stessi, con l’obiettivo finale di diminuire in maniera sensibile l’uso di materiale plastico. Alcune realtà si stanno muovendo in questa direzione, ma non è sufficiente. Occorre ripensare usi e consumi.

 


 

 

 
Martedì 25 Agosto 2020 07:25

Per buona parte, o per meglio dire per segmenti appetibili e remunerativi, evidentemente si.

Sarebbe interessante approfondire la questione, ovvero:

quante sono nel suo insieme? cosa è dato in concessione? quanto è la durata? e il rinnovo passa per mezzo di gare? il soggetto pubblico quali e quanti ricavi ne trae?

Ne pongo solo alcune all'attenzione:

- 52.619 concessioni demaniali;

- 295 concessioni per lo sfruttamento di acque minerali;

- 12 concessionari gioco ;

- 25 concessionari autostradali;

- 133 concessioni per lo sfruttamento di giacimenti di idrocarburi liquidi e gassosi;


 
Mercoledì 23 Dicembre 2020 13:38

 

Festività 2020 - 2021

Auguri, Buone Feste. Di speranza e solidarietà.

 

 
Venerdì 04 Settembre 2020 08:41

#SPESEMILITARI #QUATTRORIGHEALLAVOLTA


Ogni minuto che trascorre si spendono, nel mondo, circa 4 milioni di dollari a scopo militare. Nel 2019 la spesa mondiale ha quasi raggiunto i 2.000 miliardi di dollari.Contestualmente all'impoverimento generale delle persone (nel bel Paese circa 4,6 milioni di individui vivono in una situazione di povertà assoluta) l'Italia, nel 2019, ha speso ben 26,8 miliardi di dollari per la difesa.

A me pare una follia.

 
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