Giovedì 20 Settembre 2018 08:54

INQUINAMENTO AMBIENTALE DA FANGHI NOCIVI

Nel mentre i continui mutamenti climatici ci impongono di cambiare atteggiamento nei confronti del rispetto ambientale e della tutela della salute la cronaca ci mette al corrente che, anche nella nostra terra di Toscana, alcune imprese hanno inquinato i terreni attraverso il conferimento di rifiuti nocivi - spacciati e venduti per buoni - nei campi. Si tratta, a quanto si apprende dagli inquirenti, di un profitto generato da pratiche assolutamente delinquenziali circa il riutilizzo di fanghi provenienti dalla depurazione e destinati al reimpiego in ambito agricolo. Penso alle ingenti quantità di frutta ed ortaggi che troveremo sulle nostre tavole e consumeremo magari (chissà) spacciate pure come provenienti da “agricoltura biologica”.

Ancora una volta il profitto sopra a tutto e tutti. Non è sufficiente conoscere i dati relativi ai casi di malattie originate dalla contaminazione dei territori di rifiuti tossici come quelli della “terra dei fuochi” o dell’inquinamento delle falde sempre a causa di dinamiche industriali, no: il business deve prevalere sempre e comunque, e per alcuni meglio se realizzato in modo illecito.

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Lunedì 10 Settembre 2018 09:07

RILANCIARE L'IDEA DEL MERCATO NELLE VIE DEL CENTRO

Fino agli anni ’80 il mercato settimanale di Empoli si svolgeva in Piazza Gramsci. Lo spostamento fu motivato con la necessità di decongestionare dal traffico il centro cittadino, limitando i disagi alla viabilità ed ai residenti.

Oggi tale situazione è mutata.

Nel tempo, lo spostamento del mercato ha contribuito, unitamente ad altri fattori, al decadimento del Centro storico che, per quanto oggetto di lavori di sistemazione e “rimessa a nuovo”, appare privato di quella linfa vitale che il mercato settimanale rappresentava. Oggi si pone l’esigenza di valutare il ritorno del mercato settimanale nelle strade del Centro cittadino nelle forme, con le modalità e le gradualità da valutare con agli ambulanti, con i commercianti del Centro storico, con i cittadini residenti e con le Associazioni di categoria.

Il ritorno in Centro potrà essere l’occasione per riorganizzare il mercato, magari passando da una cadenza settimanale ad una bisettimanale, oppure suddividendolo per settori merceologici. O, ancora, andare oltre a Piazza Gramsci, mantenendo anche l’attuale sede della Zona Sportiva. La riorganizzazione dei mercati di Empoli potrebbe completarsi con l’individuazione di altre iniziative innovative da mettere a punto con gli addetti ai lavori. Le idee non mancano, ad esempio: un mercato interamente dedicato ai prodotti da agricoltura biologica a filiera corta, provenienti dalle aziende agricole del territorio, rafforzando così il rapporto tra città e campagna e contribuendo allo sviluppo delle aziende agricole locali, non certo indenni dalla crisi economica. Così come un mercato dell’abbigliamento di qualità, che proponga una produzione di livello medio-alto, in grado di attrarre un pubblico proveniente da altre località, magari a livello regionale.

Qualunque soluzione deve rispondere pienamente ad una semplice esigenza: valorizzare il mercato e le sue enormi potenzialità per contribuire ad animare le strade del “Giro”.

www.filippotorrigiani.it

 
Mercoledì 29 Agosto 2018 11:29

ll prossimo 3 settembre alle ore 21, presso la Casa del popolo di Corniola si terrà l’evento Spi Cgil Legalità e Sicurezza. L'incontro avverrà nell'ambito della Festa per tutte le Età. Presiederà l’incontro il segretario Spi Cgil Empoli, Silvano Pini. Interverranno il sindaco di Empoli Brenda Barnini, Filippo Torrigiani della Commissione Antimafia, Don Anderea Bigalli, di Libera Toscana. Conclusioni affidate a Daniele Stolzi, Segretario Generale Spi Cgil Firenze.

Leggi questo articolo su: http://www.gonews.it/2018/08/28/festa-tutte-le-eta-3-settembre-dibattito-legalita-sicurezza/

 
Giovedì 04 Gennaio 2018 21:04

Attraverso questo link

http://www.cnca.it/images/stories/ufficio-stampa/Dossier_Gioco_sporco_sporco_gioco_DEF.pdf

è possibile scaricare gratuitamente il Dossier su MAFIE E AZZARDO

"GIOCO SPORCO, SPORCO GIOCO"

 

 
Lunedì 03 Settembre 2018 08:09

Una mia intervista dalle pagine del Quotidiano Il Tirreno

EMPOLI. Il primo semestre dello scorso anno, l’ultimo periodo di riferimento per i dati forniti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, fa segnare ancora una volta numeri altissimi sul fronte del gioco d’azzardo. Oltre 92 milioni di euro giocati nell’Empolese Valdelsa, dei quali ben 22 milioni andati in fumo. Facendo una stima sulla popolazione è come se ciascuno dei residenti nel circondario avesse speso in media 465 euro per giocare. Un trend che solo apparentemente sembra in leggero calo rispetto al dato relativo all’anno precedente, ma che in realtà non tiene conto del fatto che «i picchi di giocate si concentrano generalmente in estate e sotto le feste natalizie», come spiega Filippo Torrigiani, consigliere comunale di Empoli da sempre attivo sul tema del gioco e consulente della commissione parlamentare antimafia.

Nel 2016, infatti, nel complesso il monte giocato in lotterie, slot machine, gratta e vinci e scommesse arrivò a quota 217 milioni di euro. E questo senza considerare il gioco online, che non rientra tra le voci censite dall’agenzia e che rappresenta un altro fenomeno in fortissima ascesa specie tra i più giovani. Una montagna di denaro che di anno in anno esce dalle tasche dei cittadini degli undici comuni e che ci rientra solo marginalmente per essere, nella maggior parte dei casi, “reinvestito” in giocate.
Considerando, dunque, la propensione al gioco nei periodi di festa (estate e Natale, che sono esclusi dal computo dei primi sei mesi dell’anno) anche il 2017 sembra affermarsi come anno nero dell’azzardo nell’Empolese Valdelsa. Che se non si può definire una capitale del gioco – in realtà la media di soldi buttati nel territorio è inferiore a quella nazionale, che ha sfondato quota 600 euro pro capite – si mantiene comunque in una posizione non certo incoraggiante da questo punto di vista. Basta fare due conti per contestualizzare le dimensioni del problema.

Al netto dei soldi usciti e rientrati nelle tasche dei giocatori (le vincite ammontano al 75% dei giocato) e tenendo presente solo i soldi effettivamente persi, ogni giorno sono andati in fumo nel circondario 122.427 euro.
Così è stato dal primo gennaio al 30 giugno dello scorso anno. Ad ogni scoccare di minuto 85 euro sono stati fagocitati dall’enorme mostro dell’azzardo. Scendendo nel dettaglio territoriale, i dati dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli disegnano una spirale che coinvolge alcuni comuni molto più di altri. Ci sono aree, infatti, dove il gioco è nettamente più praticato che altrove e in questo ci rientra ovviamente la popolosità, così come la minore o maggiore presenza di sale da gioco e di centri scommesse. Ma tutto ciò non sembra bastare a spiegare un fenomeno di questo tipo.

Ciò che emerge è che i grandi campioni dell’azzardo sono Fucecchio, Cerreto, Vinci e Castelfiorentino. In questi comuni sono stati giocati rispettivamente una media pro capite di 853, 836, 766 e 715 euro. Ovvero quasi il doppio rispetto a alla media del circondario. Mentre i numeri “premiano” Gambassi, Montespertoli e Capraia e Limite, dove ciascun residente ha puntato una cifra di poco superiore ai cento euro. A livello assoluto il comune dove è stato speso più denaro per il gioco d’azzardo è ovviamente Empoli. Qui, nei primi sei mesi dello scorso anno la raccolta totale è stata di 23 milioni e 118mila euro con un ammontare pro capite di 477 euro. Mentre a Fucecchio, che ha una popolazione più che dimezzata rispetto al capoluogo, si è arrivati a poco meno di 20 milioni di euro. Castelfiorentino e Vinci superano di slancio i dieci milioni di euro giocati in sei mesi: 12,5 nel primo e 11 nel secondo. Il dato che forse stupisce di più, però, è quello relativo a Cerreto. In questo comune, dove risiedono nemmeno 11mila persone, la raccolta totale è stata di 9 milioni e 146mila euro con un’evidente sproporzione rispetto ad altri territori. Situazioni meno eclatanti, ma comunque significative a Montelupo (oltre 7 milioni di euro) e a Certaldo (più di 5 milioni di euro). 
I numeri forniti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli non stupiscono Filippo Torrigiani , consigliere comunale del Pd di Empoli da sempre impegnato sul tema del gioco d’azzardo e da alcuni anni addirittura come consulente della commissione parlamentare antimafia.

 

Ma l’esperto ci tiene a sottolineare la giusta direzione presa dagli ultimi provvedimenti in materia. «Credo che il governo abbia fatto bene – commenta Torrigiani – ad inibire la pubblicità al gioco che spesso, attraverso testimonial d’eccezione, fungeva certamente sopratutto per i giovani come esempio da emulare, senza tuttavia raccontare mai quante sono le reali possibilità di vincita. Altrettanto bene il provvedimento circa l’utilizzo della tessera sanitaria per accedere alle slot, questione che pongo da anni, ma che tuttavia va rivolto anche a tutte le altre tipologie di gioco. Attraverso la tracciabilità e l’anagrafe tributaria, infatti, si inibisce il gioco ai minori e sopratutto si può contrastare il riciclaggio di denaro sporco». Ma tanto lavoro rimane ancora da fare. «A partire proprio dalla questione della tassazione sui giochi e del pay out – spiega – ovvero ritorno in vincite, attualmente troppo “diseguale” in alcuni giochi come pure alcuni aggi agli esercenti che andrebbero certamente ridotti».


 

 
Martedì 21 Agosto 2018 06:54

 

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In base ai dati forniti dagli ultimi studi circa l’inquinamento prodotto dai rifiuti di materiale plastico di mari ed oceani, secondo cui ogni anno otto milioni di tonnellate di plastica sostano indisturbati nei fondali degli oceani; gli oceani infatti contengono oltre 165 milioni di tonnellate di plastica.

 

Dal 1964 a oggi, ad esempio, la produzione di plastica nel mondo è aumentata di ben venti volte, ed entro il 2050, se non vi sarà un’inversione di tendenza, quadruplicherà, con evidenti ed ulteriori danni per gli ecosistemi marini e naturali.

Secondo quanto rilevato dal report di “Goletta verde” (Legambiente) la nostra Penisola ha dei punti inquinati ogni 54 chilometri di costa e su 265 campioni di acqua analizzati, ben il 52% contiene un elevato tasso di batteri e che l’88% di queste aree risulta essere in corrispondenza di foci dei fiumi, fossi, canali o scarichi presenti lungo la costa. Nel merito, purtroppo, tutte le Regioni costiere hanno inoltre almeno una zona particolarmente inquinata, ma in alcune la situazione è significativamente rilevante: almeno cinque punti campionati, risultano inquinati ormai da anni (Marche, Liguria, Lazio, Campania e Calabria)

Si rende urgente ed irreversibile, quindi, un cambio di rotta circa l’utilizzo di materie plastiche, anche attraverso una marcata contrazione dell’uso dei blasonati  prodotti usa e getta. Ecco quindi che siamo di fronte ad un bivio: o si cambia o si muore. Una priorità dell’agenda politica da non procrastinare e che può certamente muovere passi importanti per mezzo di scelte di sostenibilità ambientale, ovvero per mezzo di investimenti indirizzati all’attuazione di criteri di premialità quali (sgravi fiscali, contributi, diminuzione della tassazione locale sui rifiuti ecc.) nei confronti delle attività commerciali come pure della grande distribuzione che investiranno nel dispaccio e nella vendita vendita di prodotti di largo consumo (prodotti per la cura della persona, bibite, acque ecc.) mediante “mescita in loco” degli stessi, con l’obiettivo finale di diminuire in maniera sensibile l’uso di materiale plastico.

 

Ravviso la necessità di perseguire questo obiettivo portandolo all’attenzione della politica del territorio in tempi brevissimi.

 

 

Filippo Torrigiani

 
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