Venerdì 11 Gennaio 2019 09:53

A cura di Marco Mainardi

 

Ogni volta che Filippo Torrigiani rende pubbliche le sue elaborazioni sui numeri del gioco d'azzardo si resta a dir poco stupiti leggendole. Se poi parla del nostro Comune, si strabuzzano addirittura gli occhi e si vede quanto, anche qui da noi, il fenomeno sia ormai divenuto una vera e propria piaga sociale. Nei giorni scorsi il consigliere comunale ed ex assessore, in questo caso vestendo i panni di esperto del settore (sulla materia ha già pubblicato due libri ed è uno dei massimi esperti a livello nazionale), ha pubblicato una tabella con le cifre relative al 2017. Partiamo dal dato globale, ovvero quanto a Empoli ha fruttato la raccolta dei 20 giochi che ora sono sul piatto. In totale 69 milioni, 163mila e 542 euro che hanno portato vincite per 56 milioni, 178mila e 605 euro. Il saldo negativo è quindi pari a 12milioni, 984mila e 937 euro. Proviamo anche ad andare oltre, seppur con un po' di inevitabile approssimazione. Stando ai dati ufficiali Empoli ha 48442 abitanti. Se da questa cifra leviamo i 6351 compresi fra 0 e 14 anni che ovviamente non giocano e dagli 11.718 over 65 togliamo per eccesso 1700 persone anziane, resta una popolazione che potenzialmente può giocare di circa 40mila persone. A questo punto si può fare la media e dire ogni empolese ha giocato nel 2017 una cifra di 1.729 euro fra questi giochi e che la media di perdite è di 324 euro nei dodici mesi. Fra le curiosità segnaliamo che, a conferma del fatto che vince solo chi non gioca, solo un gioco fra i venti proposti ha un saldo attivo, ovvero le lotterie telematiche che hanno una raccolta molto bassa, quasi insignificante (21mila 296 euro). Quella più alta è nelle slot con 18milioni e 779mila euro (il saldo negativo è di 5 milioni, 560 mila 762 euro) mentre i gratta e vinci hanno fruttato 7 milioni, 174 mila 159 (saldo negativo di 2 milioni, 022 mila 719 euro). Sul sito di Filippo Torrigiani è possibile consultare l'intera tabella, un'altra tappa della battaglia che, assieme a molti altri soggetti, conduce ormai da anni contro i giganti del gioco. “Ci sono delle cose che posso definire vergognose - spiega Torrigiani - ad esempio i gratta e vinci hanno l'aggio più alto per i rivenditori, l'8% netto che è una cifra che non esiste. L'on-line, ovvero il gioco fatto con pc e gli smartphones che tutti hanno in mano ha un ritorno in vincita ai giocatori del 90%. Questo è studiato, serve infatti a rendere più appetibili i giochi ed indirizzare i giocatori”. “Spostando il discorso a livello politico locale - prosegue - anche i sindaci possono fare molto per limitare questa vera e propria piaga sociale, come dimostra quanto fatto da quelli di Castelfiorentino e Certaldo”. In questo settore, così come in molti altri, è naturalmente la politica a dettare la linea, in particolare l'Agenzia Dogane e Monopoli che fa parte del Ministero dell'Economia. Le cifre in ballo sono astronomiche. Nel 2017 il gioco d'azzardo ha fatturato oltre 105 miliardi di euro e nel 2018 (i dati sono sulla scrivania di Filippo Torrigiani pronti per essere studiati ed elaborati) la cifra è lievitata. E, visto che parliamo di giochi, chiudiamo con un semplice ed innocente giochino. Ipotizzando che qualcuno abbia avuto voglia di leggersi questo articolo impiegando un paio di minuti sappia che, mentre lo faceva, in Italia sono stati giocati 7mila gratta e vinci visto che la statistiche dicono che se ne giocano 3500 al minuto. Soldi che escono dalle tasche dei cittadini per andare ad “ingrassare sempre i soliti”, come ha scritto Luciano Violante nella prefazione dell'ultimo libro di Torrigiani scritto per il CNCA di don Armando Zappolini ‘Gioco sporco, sporco gioco. L’azzardo secondo le mafie’ Meditate gente, meditate...

Leggi questo articolo su: https://www.gonews.it/2019/01/08/torrigiani-empoli-gioco-dazzardo-numeri-shock/?fbclid=IwAR2JE5MPqAn_t60ulqspXkg_aY0aa5kIQW0WynK115rvD669duvoISAkqiA

 
Lunedì 19 Novembre 2018 10:25

#RapportoCaritasToscana

Una breve sintesi dei dati elaborati dagli uffici di Caritas Toscana, continuano a consegnarci dati angoscianti riguardo la povertà delle persone nella nostra terra, ovvero:

Povertà in leggera crescita
Nel 2017 le Caritas Toscane hanno incontrato 24.836 persone, il 7,7% in più rispetto al 2016. L'incremento è stato leggermente più sensibile per la componente italiana rispetto a quella immigrata sia in valore assoluto (950 vs 849) che soprattutto in termini percentuali (+11,5% vs +5,7%)

La cronicizzazione della povertà
Anche nel 2017 le cosiddette situazioni di "povertà cronica" (persone conosciute da almeno sei anni) sono più numerose (33,5%) di quelle incontrate per la prima volta nel 2017 (cosiddette "nuove povertà"), che sono pari al 28,7%.

L'emergenza lavoro
Circa il 70% delle persone incontrate non ha un'occupazione. La quota percentuale cresce per gli immigrati e si riduce per gli italiani, rimanendo comunque al di sopra del 70%.

La povertà di chi lavora o ha un reddito
Il 18,5% delle persone incontrate, però, ha un'occupazione (14,5%) o un reddito da pensione (3,7%). Rispetto agli occupati il dato è in lieve crescita rispetto al 2016 (11,2%) e aumenta sensibilmente con riferimento alle situazioni di povertà cronica (17,0%)

La frantumazione dei nuclei familiari
Accanto alle famiglie (relativamente) numerose, fra le persone incontrate hanno una rilevanza quantitativa significativa, soprattutto per la componente italiana, quelle disgregate: quasi un terzo (30,3%) di essi è separata/o, divorziata/o o vedova/o. Circa il 30% degli italiani incontrati dichiara di vivere da solo.

Si tratta di situazioni di criticità umana a cui la politica deve improrogabilmente dare risposte tangibili. In questa fase, dove l’agire dell’intolleranza, dell’indifferenza e delle “non” emozioni consegnate ai social media prevaricano con prepotenza l’analisi, la riflessione e la concretezza degli atti, occorre reagire metodi di amore e attenzione nei confronti degli ultimi. Va ripensato un sistema di tutela che, con ogni evidenza, è abbondantemente superato dagli eventi.

Questa la priorità dell’agenda politica, soprattutto adesso a pochi mesi dal voto amministrativo.

 
Lunedì 10 Settembre 2018 09:07

RILANCIARE L'IDEA DEL MERCATO NELLE VIE DEL CENTRO

Fino agli anni ’80 il mercato settimanale di Empoli si svolgeva in Piazza Gramsci. Lo spostamento fu motivato con la necessità di decongestionare dal traffico il centro cittadino, limitando i disagi alla viabilità ed ai residenti.

Oggi tale situazione è mutata.

Nel tempo, lo spostamento del mercato ha contribuito, unitamente ad altri fattori, al decadimento del Centro storico che, per quanto oggetto di lavori di sistemazione e “rimessa a nuovo”, appare privato di quella linfa vitale che il mercato settimanale rappresentava. Oggi si pone l’esigenza di valutare il ritorno del mercato settimanale nelle strade del Centro cittadino nelle forme, con le modalità e le gradualità da valutare con agli ambulanti, con i commercianti del Centro storico, con i cittadini residenti e con le Associazioni di categoria.

Il ritorno in Centro potrà essere l’occasione per riorganizzare il mercato, magari passando da una cadenza settimanale ad una bisettimanale, oppure suddividendolo per settori merceologici. O, ancora, andare oltre a Piazza Gramsci, mantenendo anche l’attuale sede della Zona Sportiva. La riorganizzazione dei mercati di Empoli potrebbe completarsi con l’individuazione di altre iniziative innovative da mettere a punto con gli addetti ai lavori. Le idee non mancano, ad esempio: un mercato interamente dedicato ai prodotti da agricoltura biologica a filiera corta, provenienti dalle aziende agricole del territorio, rafforzando così il rapporto tra città e campagna e contribuendo allo sviluppo delle aziende agricole locali, non certo indenni dalla crisi economica. Così come un mercato dell’abbigliamento di qualità, che proponga una produzione di livello medio-alto, in grado di attrarre un pubblico proveniente da altre località, magari a livello regionale.

Qualunque soluzione deve rispondere pienamente ad una semplice esigenza: valorizzare il mercato e le sue enormi potenzialità per contribuire ad animare le strade del “Giro”.

www.filippotorrigiani.it

 
Mercoledì 29 Agosto 2018 11:29

ll prossimo 3 settembre alle ore 21, presso la Casa del popolo di Corniola si terrà l’evento Spi Cgil Legalità e Sicurezza. L'incontro avverrà nell'ambito della Festa per tutte le Età. Presiederà l’incontro il segretario Spi Cgil Empoli, Silvano Pini. Interverranno il sindaco di Empoli Brenda Barnini, Filippo Torrigiani della Commissione Antimafia, Don Anderea Bigalli, di Libera Toscana. Conclusioni affidate a Daniele Stolzi, Segretario Generale Spi Cgil Firenze.

Leggi questo articolo su: http://www.gonews.it/2018/08/28/festa-tutte-le-eta-3-settembre-dibattito-legalita-sicurezza/

 
Giovedì 20 Settembre 2018 08:54

INQUINAMENTO AMBIENTALE DA FANGHI NOCIVI

Nel mentre i continui mutamenti climatici ci impongono di cambiare atteggiamento nei confronti del rispetto ambientale e della tutela della salute la cronaca ci mette al corrente che, anche nella nostra terra di Toscana, alcune imprese hanno inquinato i terreni attraverso il conferimento di rifiuti nocivi - spacciati e venduti per buoni - nei campi. Si tratta, a quanto si apprende dagli inquirenti, di un profitto generato da pratiche assolutamente delinquenziali circa il riutilizzo di fanghi provenienti dalla depurazione e destinati al reimpiego in ambito agricolo. Penso alle ingenti quantità di frutta ed ortaggi che troveremo sulle nostre tavole e consumeremo magari (chissà) spacciate pure come provenienti da “agricoltura biologica”.

Ancora una volta il profitto sopra a tutto e tutti. Non è sufficiente conoscere i dati relativi ai casi di malattie originate dalla contaminazione dei territori di rifiuti tossici come quelli della “terra dei fuochi” o dell’inquinamento delle falde sempre a causa di dinamiche industriali, no: il business deve prevalere sempre e comunque, e per alcuni meglio se realizzato in modo illecito.

www.filippotorrigiani.it

 
Lunedì 03 Settembre 2018 08:09

Una mia intervista dalle pagine del Quotidiano Il Tirreno

EMPOLI. Il primo semestre dello scorso anno, l’ultimo periodo di riferimento per i dati forniti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, fa segnare ancora una volta numeri altissimi sul fronte del gioco d’azzardo. Oltre 92 milioni di euro giocati nell’Empolese Valdelsa, dei quali ben 22 milioni andati in fumo. Facendo una stima sulla popolazione è come se ciascuno dei residenti nel circondario avesse speso in media 465 euro per giocare. Un trend che solo apparentemente sembra in leggero calo rispetto al dato relativo all’anno precedente, ma che in realtà non tiene conto del fatto che «i picchi di giocate si concentrano generalmente in estate e sotto le feste natalizie», come spiega Filippo Torrigiani, consigliere comunale di Empoli da sempre attivo sul tema del gioco e consulente della commissione parlamentare antimafia.

Nel 2016, infatti, nel complesso il monte giocato in lotterie, slot machine, gratta e vinci e scommesse arrivò a quota 217 milioni di euro. E questo senza considerare il gioco online, che non rientra tra le voci censite dall’agenzia e che rappresenta un altro fenomeno in fortissima ascesa specie tra i più giovani. Una montagna di denaro che di anno in anno esce dalle tasche dei cittadini degli undici comuni e che ci rientra solo marginalmente per essere, nella maggior parte dei casi, “reinvestito” in giocate.
Considerando, dunque, la propensione al gioco nei periodi di festa (estate e Natale, che sono esclusi dal computo dei primi sei mesi dell’anno) anche il 2017 sembra affermarsi come anno nero dell’azzardo nell’Empolese Valdelsa. Che se non si può definire una capitale del gioco – in realtà la media di soldi buttati nel territorio è inferiore a quella nazionale, che ha sfondato quota 600 euro pro capite – si mantiene comunque in una posizione non certo incoraggiante da questo punto di vista. Basta fare due conti per contestualizzare le dimensioni del problema.

Al netto dei soldi usciti e rientrati nelle tasche dei giocatori (le vincite ammontano al 75% dei giocato) e tenendo presente solo i soldi effettivamente persi, ogni giorno sono andati in fumo nel circondario 122.427 euro.
Così è stato dal primo gennaio al 30 giugno dello scorso anno. Ad ogni scoccare di minuto 85 euro sono stati fagocitati dall’enorme mostro dell’azzardo. Scendendo nel dettaglio territoriale, i dati dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli disegnano una spirale che coinvolge alcuni comuni molto più di altri. Ci sono aree, infatti, dove il gioco è nettamente più praticato che altrove e in questo ci rientra ovviamente la popolosità, così come la minore o maggiore presenza di sale da gioco e di centri scommesse. Ma tutto ciò non sembra bastare a spiegare un fenomeno di questo tipo.

Ciò che emerge è che i grandi campioni dell’azzardo sono Fucecchio, Cerreto, Vinci e Castelfiorentino. In questi comuni sono stati giocati rispettivamente una media pro capite di 853, 836, 766 e 715 euro. Ovvero quasi il doppio rispetto a alla media del circondario. Mentre i numeri “premiano” Gambassi, Montespertoli e Capraia e Limite, dove ciascun residente ha puntato una cifra di poco superiore ai cento euro. A livello assoluto il comune dove è stato speso più denaro per il gioco d’azzardo è ovviamente Empoli. Qui, nei primi sei mesi dello scorso anno la raccolta totale è stata di 23 milioni e 118mila euro con un ammontare pro capite di 477 euro. Mentre a Fucecchio, che ha una popolazione più che dimezzata rispetto al capoluogo, si è arrivati a poco meno di 20 milioni di euro. Castelfiorentino e Vinci superano di slancio i dieci milioni di euro giocati in sei mesi: 12,5 nel primo e 11 nel secondo. Il dato che forse stupisce di più, però, è quello relativo a Cerreto. In questo comune, dove risiedono nemmeno 11mila persone, la raccolta totale è stata di 9 milioni e 146mila euro con un’evidente sproporzione rispetto ad altri territori. Situazioni meno eclatanti, ma comunque significative a Montelupo (oltre 7 milioni di euro) e a Certaldo (più di 5 milioni di euro). 
I numeri forniti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli non stupiscono Filippo Torrigiani , consigliere comunale del Pd di Empoli da sempre impegnato sul tema del gioco d’azzardo e da alcuni anni addirittura come consulente della commissione parlamentare antimafia.

 

Ma l’esperto ci tiene a sottolineare la giusta direzione presa dagli ultimi provvedimenti in materia. «Credo che il governo abbia fatto bene – commenta Torrigiani – ad inibire la pubblicità al gioco che spesso, attraverso testimonial d’eccezione, fungeva certamente sopratutto per i giovani come esempio da emulare, senza tuttavia raccontare mai quante sono le reali possibilità di vincita. Altrettanto bene il provvedimento circa l’utilizzo della tessera sanitaria per accedere alle slot, questione che pongo da anni, ma che tuttavia va rivolto anche a tutte le altre tipologie di gioco. Attraverso la tracciabilità e l’anagrafe tributaria, infatti, si inibisce il gioco ai minori e sopratutto si può contrastare il riciclaggio di denaro sporco». Ma tanto lavoro rimane ancora da fare. «A partire proprio dalla questione della tassazione sui giochi e del pay out – spiega – ovvero ritorno in vincite, attualmente troppo “diseguale” in alcuni giochi come pure alcuni aggi agli esercenti che andrebbero certamente ridotti».


 

 
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