Venerdì 24 Luglio 2020 17:50

 

Dati ISPRA (Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale) sul consumo del suolo

 

#2mqalsecondo #consumodelsuolo #invertirelarotta #ambiente #rischioidrogeologico

#quattrorigheallavolta


ISPRA chiarisce che, In Italia, nel 2019, sono nati 420 mila bambini a fronte di un "consumo del suolo" pari a 57 milioni di metri quadrati che sta a significare, più o meno,

la impermeabilizzazione del territorio di 2 metri quadrati al secondo: come se ogni nuovo nato fosse accompagnato, alla nascita, da 135 mq di cemento.

Dunque e ancora il "sistema" da nord a sud del Paese predilige l'edificazione al recupero continuando, purtroppo, a sbagliare.

Perseverando al ritmo di questi numeri, non meravigliamoci troppo quando accadono avvenimenti come alluvioni, frane, smottamenti,

siccità etc. altrimenti ci prendiamo in giro (eufemismo) da soli.

Rammento, a tal proposito, le parole di Papa Francesco:

"Il ritmo di consumo, di spreco e di alterazione dell'ambiente - spiega il Pontefice - ha superato le possibilità del pianeta in maniera tale che lo stile di vita attuale,

essendo insostenibile, può sfociare solamente in catastrofi, come di fatto sta già avvenendo periodicamente in diverse regioni".

 

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Venerdì 17 Luglio 2020 07:29

 

#strageviadamelio #PaoloBorsellino #iragazzidellascorta #veritàmancata #zonagrigia #agendarossa

 

#quattrorigheallavolta

Tra due giorni ricorrerà il 28° anniversario dell'uccisione di Paolo Borsellino e dei ragazzi della scorta per mano della mafia.

Mentre gli anni trascorrono e la memoria rischia, talvolta, di essere superata, appare quantomai importante richiamare la società, tutta, ad un rinnovato impegno morale e civile nella ricerca della verità.Dobbiamo e vogliamo sapere, conoscere, riflettere e capire.

Vi è un sottile ma robusto filo conduttore che collega l'arco temporale della barbarie stragista perpetrata da 'cosa nostra' in quelle settimane. Un combinato disposto di eventi e situazioni che vede sì' come protagonisti indiscussi Riina e i suoi sodali, ma anche e purtroppo uomini dello Stato.

Gli eventi e le carte hanno evidenziato aspetti grotteschi: alti ufficiali appartenenti alle ff.oo che durante le testimonianze si sono palesemente contraddetti gli uni con gli altri circa la reale situazione avvenuta nel giorno della mattanza di quel torrido Luglio del 1992: l'agenda rossa scomparsa, la presenza di uomini dei servizi segreti.
E ancora ricorrono alla ribalta nomi di (illustri?) personaggi indossatori di divise cariche di galloni, chiacchierati e qualcuno pure giudicato come Bruno Contrada, Subranni etc. Nel mentre, sempre rappresentanti dello Stato più o meno in divisa, sono impegnati in una vorticosa attività alla ricerca di una turpe quanto riprovevole sorta di "intesa" tra le parti, ovvero un accordo certamente non scritto che avrebbe dovuto porre fine alla stagione delle bombe, ma che invece ha sortito l'effetto contrario: la c.d. "trattativa" Stato/mafia la cui esistenza certificata la dobbiamo all'impagabile e prezioso impegno del Dott. Nino Di Matteo e dei suoi collaboratori.

Più di una traccia ha chiarito che, sia Paolo Borsellino che Giovanni Falcone, avevano compreso la gravità della questione, ma nessuno dei due magistrati ha avuto, purtroppo, modo e tempo per raccontarlo nelle opportune sedi.

Serve quindi ricordare quegli anni così dolorosi e infausti: ognuno di noi lo deve fare, sopratutto per la responsabilità che abbiamo nei confronti dei nostri figli e dei giovani; al tempo stesso dobbiamo chiedere di conoscere la verità. Dobbiamo illuminare attraverso l'impegno, con un cono di luce, quella zona d'ombra, quella zona grigia dalla quale cui troppe volte il paese è stato ottenebrato. Alla denuncia dobbiamo affiancare la riflessione ed un sempre rinnovato bisogno di verità.

Per non dimenticare.

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Martedì 07 Luglio 2020 10:37

#NUMERIEPERSONE

#INVERTIAMOLAROTTA

#QUATTRORIGHEALLAVOLTA

Nell'irrazionalità profusa che sbaraglia l’attualità così incerta ed infausta, ci stanno dentro anche questi numeri sui quali sarebbe bene soffermarsi a riflettere. Non per giudicare qualcuno, ci mancherebbe, ma più semplicemente per meditare circa le situazioni irrazionali e contraddittorie in cui "oramai in altre faccende affaccendati" viviamo e che quindi non prendiamo in considerazione e talvolta, forse, preferiamo non vedere.

Nel merito: SOGEIovvero il “braccio” informatico del ministero dell'Economia e delle Finanze che attraverso le proprie piattaforme conduce sostanzialmente tutta la filiera dell’anagrafe tributaria, compreso il comparto del gioco d’azzardo, dichiara di gestire ad oggi ben 7 milioni di conti di gioco; numeri certamente considerevoli se consideriamo che in Italia, infanti compresi, siamo circa 60 milioni di abitanti.

Assai stimolante dunque, ai fini del ragionamento, appare raffrontare alcuni dei molteplici dati che Istat ci consegna, con dovizia e puntualità, circa la situazione in cui versano sfortunatamente troppe persone:

Sono difatti quasi 1,7 milioni le famiglie che vivono in condizioni di povertà assoluta, pari a circa 4,6 milioni di individui.

Nel rispetto delle scelte di ognuno, delle leggi di mercato etc.etc. non credo sia un vanto avere 7 milioni di conti gioco. Ritengo invece, questo sí, che in un Paese dove si registrano oltre 100 miliardi di evasione fiscale all’anno, dove se scommettono nella pratica dell’azzardo 110 annui4,6 milioni di persone viva in stato povertà totale, vi sia innegabilmente un profondo problema di etica, costume e giustizia sociale. Un divario che – nella speranza di sbagliarmi – appare sempre più incolmabile.

Che ne pensate?

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Mercoledì 01 Luglio 2020 13:40

#AZZARDO #RICICLAGGIO

Tracciabilita' dei flussi finanziari sia priorita’

Di nuovo e mediante la pubblicazione di numeri preoccupanti ed in continua ascesa l’UIF (Ufficio informazioni finanziarie di Banca d'Italia) sancisce come, anche per mezzo del gioco legale, le consorterie malavitose riciclino denaro di dubbia provenienza. Nel rapporto 2019, infatti, la struttura preposta evidenzia una robusta "crescita delle segnalazioni di operazioni sospette inviate dai prestatori di servizi di gioco di circa il 27 rispetto all'anno precedente". Nel 2019 appunto, le segnalazioni inoltrate sono state 6.470 a fronte delle 5.067 del 2018.

Tuttavia, se dal rapporto in questione si apprende che il flusso trasmesso dei prestatori di servizi di gioco (dopo il marcato incremento osservato nell’ anno precedente +94,9 percento nel 2018), “ha continuato ad aumentare, per quanto a ritmi più contenuti“ rimane chiaro che la questione è sempre più invasiva e che rappresenta una metastasi che va stroncata.

I canali attraverso cui avvengono questo tipo di operazioni sono sostanzialmente riconducibili alla pratica di gioco su rete fisica (e quindi apparecchi, lotterie istantanee, etc) peraltro a fronte di una diminuzione di quelle inviate dagli operatori di gioco online (-8,5 percento , da 2.265 a 2.072).

Urge quantomai adottare misure di tracciabilità dei flussi finanziari da applicare ad ogni e qualunque tipologia di gioco, che tradotto significa poter accedere a ciascuna scommessa solo ed esclusivamente mediante l'utilizzo della tessera sanitaria/codice fiscale. E' una priorità improcrastinabile.

 

 

 

 

 
Martedì 07 Luglio 2020 10:37

#NUMERIEPERSONE

#INVERTIAMOLAROTTA

#QUATTRORIGHEALLAVOLTA

Nell'irrazionalità profusa che sbaraglia l’attualità così incerta ed infausta, ci stanno dentro anche questi numeri sui quali sarebbe bene soffermarsi a riflettere. Non per giudicare qualcuno, ci mancherebbe, ma più semplicemente per meditare circa le situazioni irrazionali e contraddittorie in cui "oramai in altre faccende affaccendati" viviamo e che quindi non prendiamo in considerazione e talvolta, forse, preferiamo non vedere.

Nel merito: SOGEIovvero il “braccio” informatico del ministero dell'Economia e delle Finanze che attraverso le proprie piattaforme conduce sostanzialmente tutta la filiera dell’anagrafe tributaria, compreso il comparto del gioco d’azzardo, dichiara di gestire ad oggi ben 7 milioni di conti di gioco; numeri certamente considerevoli se consideriamo che in Italia, infanti compresi, siamo circa 60 milioni di abitanti.

Assai stimolante dunque, ai fini del ragionamento, appare raffrontare alcuni dei molteplici dati che Istat ci consegna, con dovizia e puntualità, circa la situazione in cui versano sfortunatamente troppe persone:

Sono difatti quasi 1,7 milioni le famiglie che vivono in condizioni di povertà assoluta, pari a circa 4,6 milioni di individui.

Nel rispetto delle scelte di ognuno, delle leggi di mercato etc.etc. non credo sia un vanto avere 7 milioni di conti gioco. Ritengo invece, questo sí, che in un Paese dove si registrano oltre 100 miliardi di evasione fiscale all’anno, dove se scommettono nella pratica dell’azzardo 110 annui4,6 milioni di persone viva in stato povertà totale, vi sia innegabilmente un profondo problema di etica, costume e giustizia sociale. Un divario che – nella speranza di sbagliarmi – appare sempre più incolmabile.

Che ne pensate?

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Giovedì 02 Luglio 2020 08:57

Serve un rinnovato senso del noi

Caritas, a mezzo stampa, ci comunica dati angoscianti circa un sempre più marcato impoverimento generale delle persone e dei nuclei familiari. Si apprende che Caritas, attraverso le proprie strutture (per fortuna presenti e ben radicate nei territori, unitamente a tutte le altre associazioni di volontariato che svolgono un lavoro oltremodo prezioso) ha fornito aiuti e sostegno a quasi 450.000 persone, di cui oltre il 60% impersonato da connazionali. Tra coloro che si sono rivolte all’organismo Pastorale, oltre il 30% raffigura, purtroppo, i “nuovi Poveri” ovvero uomini e donne che per la prima volta hanno chiesto sostentamento a questa realtà.

Nuove e vecchie povertà rappresentano una questione di cui non si può non tenere conto: chi si volta dall’altra parte, sbaglia. Rispetto, dignità, istruzione, uguaglianza cura della persona, prospettive non siano solo slogan o parole di circostanza; debbono, invece, richiamare tutti noi, ciascuno per le proprie possibilità ad una responsabilità diffusa e condivisa. Serve un rinnovato senso del noi e dell’umanità nei confronti degli ultimi.

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